Merate

I Carabinieri fanno sgombrare i ragazzi del liceo Agnesi in protesta contro la Dad FOTO e VIDEO

Per evitare qualsiasi forma di assembramento i militari dell'Arma si sono portati in via dei Lodovichi e hanno invitato i ragazzi ad allontanarsi.

Meratese, 03 Novembre 2020 ore 08:27

AGGIORNAMENTO 10.30 I giovani del Liceo Agnesi di Merate che questa mattina hanno organizzato  una singolare forma di protesta contro la Dad, la didattica a distanza, sono stati fatti sgomberare di Carabinieri che sono intervenuti all’esterno dell’istituto.

 

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Gli studenti infatti hanno “simulato” una vera e propria lezione open air, con tanto di banchi, sedie, libri e quaderni. Per evitare però qualsiasi forma di assembramento i militari dell’Arma si sono portati in via dei Lodovichi e hanno invitato i ragazzi ad allontanarsi.

Armati di sedie e Pc gli studenti della 5^Bs hanno inscenato questa mattina, 3 novembre 2020, una protesta contro la Dad all’esterno del liceo scientifico Agnesi di Merate.

Gli studenti dell’Agnesi contro la Dad

“La nostra protesta intende dimostrare che noi a scuola vogliamo venirci”, hanno dichiarato i ragazzi di quinta nel manifesto stilato per l’occasione. “Vogliamo dimostrare che non siamo d’accordo con la scelta del Governo e della Regione Lombardia di chiudere le scuole e andare avanti solo con la didattica a distanza. Per tutta l’estate si è pensato a come le scuole potessero essere riaperte in sicurezza, sono stati stilati protocolli che, essendo stati seguiti alla lettera da studenti e professori, hanno reso la scuola uno dei luoghi più sicuri”.

“Noi a scuola vogliamo venirci. Sì alla didattica integrata”

“Capiamo di non poter essere sempre tutti a scuola ma la didattica integrata, alcuni giorni a casa ed altri a scuola, poteva essere la soluzione migliore; quello che non capiamo è perché le scuole siano state chiuse da un giorno all’altro senza alcun preavviso. La chiusura improvvisa ha messo in difficoltà tutti quegli studenti che non hanno a disposizione un computer o una connessione internet che permetta di seguire le lezioni online ostacolando il loro diritto all’istruzione. In difficoltà si sono trovati anche i professori, che non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie e che, nonostante la buona volontà, fanno ancora fatica ad organizzare le lezioni”.

“Non si è potenziato il trasporto pubblico “

“Si può pensare che seguire le lezioni da casa sia più comodo ma non è così, soprattutto quando la connessione funziona male e bisogna interrompere continuamente per chiedere di ripetere rendendo la spiegazione ancora più frammentata. Insomma noi ci stiamo chiedendo perché in tre mesi di vacanze estive, in cui la situazione della pandemia era un po’ migliorata, non si è pensato di potenziare il trasporto pubblico: si sapeva da anni che la situazione dei mezzi pubblici era precaria con corse cancellate e posti insufficienti e vista l’attuale emergenza sanitaria era prevedibile fossero necessari più posti sui mezzi per garantire il distanziamento sociale”.

“Riduciamo il numero degli studenti in presenza”.

Siccome ai trasporti si è pensato solo all’ultimo momento, accusano ancora gli studenti di 5^, si è deciso di chiudere le scuole “perché tolti gli studenti non è più stato così urgente aumentare le corse dei mezzi pubblici”. Nelle grandi città c’è anche il problema dei pendolari, ma nelle provincie come la nostra, chiuse le scuole, i mezzi pubblici sono vuoti:. “E quindi perché non permettere almeno la didattica integrata?”, chiedono i ragazzi.

La proposta: “Organizziamo dei turni, anche con il Viganò”

Se si riducesse il numero degli studenti che seguono le lezioni  in presenza organizzando dei turni, si riuscirebbe a ridurre anche le persone che si spostano con i mezzi pubblici consentendo però in questo modo a tutti di fare almeno una parte delle lezioni in presenza. “Noi ne abbiamo avuta la prova quando, con la chiusura del Viganò, il flusso degli studenti sugli autobus è notevolmente calato consentendoci di mantenere le distanze di sicurezza. In un paese che si definisce civile e moderno la scuola non può essere la prima cosa a chiudere e l’ultima a riaprire”.

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