La tragedia di Terno d'Isola

Carabiniere travolto e ucciso: accadeva un anno fa, oggi il ricordo

Il 17 giugno 2019 Emanuele Anzini veniva falciato da un cuoco di Sotto il Monte che guidava ubriaco.

Carabiniere travolto e ucciso: accadeva un anno fa, oggi il ricordo
Isola, 17 Giugno 2020 ore 09:32

Un anno fa, nella notte del 17 giugno 2019, Emanuele Anzini veniva travolto e ucciso durante un posto di controllo a Terno d’Isola. Oggi il carabiniere in forze alla compagnia di Zogno verrà ricordato con una messa.

Una messa per ricordare Emanuele Anzini

Si terrà in Abruzzo, nella sua Sulmona, il ricordo di Emanuele Anzini, il carabiniere ucciso esattamente un anno fa sulle strade dell’Isola Bergamasca, un giorno prima del suo compleanno, mentre svolgeva semplicemente il suo dovere. Nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Sulmona si terrà infatti un messa di suffragio alle 16.30 di oggi.

Travolto e ucciso un anno fa

Erano quasi le tre del 17 giugno scorso quando, insieme ad un collega, Emanuele Anzini, carabiniere di stanza a Zogno, stava effettuando un posto di blocco sulla Sp166 a Terno d’Isola. Un’Audi A3, però, non si fermò all’alt intimato dal militare, investendolo in pieno e scaraventandolo a diverse decine di metri di distanza, per poi proseguire nella corsa senza fermarsi a soccorrere il ferito. Immediati ma inutili i soccorsi del collega, di alcuni testimoni e del personale sanitario, con l’appuntato morto praticamente sul colpo a causa dei gravissimi traumi riportati. Solo diversi minuti dopo l’investitore tornò sui suoi passi, venendo arrestato con l’accusa di omicidio stradale con l’aggravante dell’omissione di soccorso e della guida in stato di ebbrezza. Matteo Colombi Manzi infatti, aveva un tasso alcolemico di quasi cinque volte superiore al consentito (a febbraio di quest’anno è stato condannato a 9 anni).

La vicinanza delle autorità

“Esprimo il cordoglio della Regione Lombardia e dei suoi cittadini per la tragedia che ha colpito l’Arma dei Carabinieri. Siamo vicini ai familiari e alle persone care a Emanuele Anzini, che ci ha lasciati mentre prestava servizio nella nostra regione a tutela della sicurezza e del rispetto della legalità”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana si era espresso poche ore dopo la tragedia e come lui tantissimi altri esponenti delle autorità avevano abbracciato simbolicamente i familiari del carabiniere, originario di Sulmona, in Abruzzo.

Le parole della sorella

“Il nostro dolore è immenso. Questa morte è inaccettabile – aveva commentato, affranta Catia Anzini, sorella della vittima poco dopo la lettura della sentenza di condanna dell’investitore – Inaccettabile per noi familiari di Emanuele, ma anche per l’intera collettività. Questo incidente è l’emblema di come, per alcune persone, il rispetto delle leggi e il rispetto per la vita ed il lavoro degli altri non abbia alcun valore. Questo ragazzo non ha pensato minimamente alle possibili conseguenze del proprio agire, come ci si può mettere alla guida con un tasso alcolemico di quasi 5 volte il consentito e sperare che non accada nulla? L’unico pensiero che ci conforta è la speranza che il sacrificio di Emanuele non resti vano e che la sua morte, avvenuta mentre era in servizio per proteggere tutti noi, richiami le coscienze di tutti coloro che si mettono ogni giorno al volante ad un totale rispetto delle norme e delle forze dell’ordine”.

 

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