Risarcimento danni

Cade a causa di un marciapiede dissestato, si rompe il braccio e ora vuole denunciare il Comune

E' successo ad Arcore. La vittima: "Piuttosto che buttare via soldi per la pista da sci di fondo il Comune dovrebbe sistemare le buche"

Cade a causa di un marciapiede dissestato, si rompe il braccio e ora vuole denunciare il Comune

Inciampa lungo il marciapiede dissestato di via Falck, ad Arcore, poco lontano dal territorio casatese. Cade, batte la testa e si rompe il braccio. Ora si dice pronta a denunciare il Comune e lancia dure accuse all’Amministrazione comunale di Arcore: “Piuttosto che spendere quasi 100mila euro per la pista da sci di fondo in Villa Borromeo il Comune si impegni concretamente per sistemare le buche su strade e marciapiedi”.

Braccio rotto e tanta rabbia

Un fiume in piena l’anziana arcorese Anna Maria Sala, 77 anni, che mercoledì scorso, pochi minuti dopo le 9, mentre percorreva un tratto di marciapiede di via Falck (per intenderci quello che costeggia la recinzione dell’ex asilo San Giuseppe, proprio davanti a Largo Arienti) è inciampata a causa del fondo disconnesso, pieno di avvallamenti e buche. E’ caduta e ha rimediato una brutta frattura a un braccio. Un tratto di asfalto dove sono presenti dei veri e propri crateri con tanto di sassolini che possono scivoloni e cadute rovinose, come è capitato alla malcapitata. La donna, finita a terra, è stata prontamente soccorsa direttamente da luogotenente Luca Carboni, comandante della stazione dei carabinieri di Arcore, a bordo di una pattuglia transitata lungo via Falck qualche secondo dopo la caduta. Sono stati proprio i carabinieri a sincerarsi delle condizioni della 77enne e ad avvisare i sanitari del 118. L’ambulanza ha trasportato la donna, molto attiva nel mondo del sindacato (svolge la sua attività nei locali della Spi-Cgil di Largo Arienti), all’ospedale di Vimercate dove è stata subito sottoposta ad una lastra che ha evidenziato la frattura del polso. E’ stata anche tenuta in osservazione diverse ore per paura che la botta alla testa riportata durante la caduta potesse avere gravi conseguenze.

“Sono stata soccorsa dai carabinieri di Arcore che ringrazio di cuore”

“Fortunatamente subito dopo la caduta sono arrivati i carabinieri che mi hanno dato una grande assistenza. Sono stati davvero molto carini e professionali e li voglio ringraziare – ha sottolineato la donna, che ha raccontato l’episodio ai colleghi di PrimaMonza – All’arrivo in ospedale mi hanno sottoposto a radiografia ma già avevo capito che avevo qualcosa di rotto perché il polso della mano destra si era subito gonfiato. Inoltre mi hanno fatto anche una Tac alla testa, fortunatamente risultata negativa. Ho dei lividi anche al costato ma nulla di rotto. Sabato, però, sono dovuta ritornare in Pronto Soccorso a causa di alcune complicazioni. Probabilmente nei prossimi giorni dovrò essere operata a causa della frattura scomposta”.

Il duro sfogo contro il Comune

La donna si è anche scagliata contro l’Amministrazione comunale.

“E’ una vergogna avere dei marciapiedi così in centro Arcore – ha continuato la 76enne – E pensare che quel tratto viene utilizzato da molte persone, soprattutto anziane, per raggiungere il mercato, al mercoledì. Chiederò sicuramente il risarcimento danni al Comune e per questo ho già dato incarico al mio legale, l’avvocato arcorese Maria Olimpia Cassano, che tutelerà i miei interessi. Trovo scandaloso buttare via centinaia di migliaia di euro per realizzare una rotonda inutile come quella di via Golgi e oltre 100mila euro di soldi pubblici per allestire piste di pattinaggio e fondo. Ci mancherebbe sono belle attività quelle realizzate per il Natale ma, forse, chi ci amministra dovrebbe avere un occhio più attento sulla situazione dei marciapiedi e delle strade”.

Un episodio che fa il paio con quanto avvenuto nei giorni scorsi a Casatenovo, dove un 53enne residente a Monticello ha deciso di far causa al Comune e a due aziende di telecomunicazioni dopo essere caduto in moto a causa della ghiaia e del terriccio che ricoprivano un avvallamento nel tratto di strada tra la chiesa e l’auditorium, dovuto a degli scavi per la posa della fibra ottica, autorizzati dal Comune e subappaltati da Tim a Telco.