La famiglia Terragni

Assunsero la moglie del dipendente morto di Covid: imprenditori meratesi nominati cavalieri da Mattarella

Lo ha comunicato il Quirinale nella mattinata di oggi, mercoledì 3 giugno.

Assunsero la moglie del dipendente morto di Covid: imprenditori meratesi nominati cavalieri da Mattarella
Meratese, 03 Giugno 2020 ore 12:02

C’è anche la famiglia Terragni, noti imprenditori di Merate, nell’elenco dei 50 “eroi dell’emergenza Coronavirus” insigniti con l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica da parte del presidente Sergio Mattarella. Lo si apprende da una nota del Quirinale diffusa nella mattinata di oggi, mercoledì 3 giugno 2020: insieme a loro, tra gli insigniti ci sono anche medici, infermieri, volontari e uomini delle forze dell’ordine che si sono distinti in modo particolare durante il picco della pandemia.

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I Terragni nominati Cavalieri

Non è passato inosservato, agli occhi del presidente della Repubblica, il bellissimo gesto compiuto dalla famiglia Terragni, titolare della Lei Tsu di Bellusco ma residente da sempre a Merate, che alcune settimane fa aveva deciso di assumere in azienda Michela Arlati, vedova di Erminio Misani, storico dipendente “tuttofare” morto proprio a causa del Coronavirus.  «Abbiamo perso la colonna portante della nostra azienda – aveva spiegato al Giornale di Merate Benedetto Terragni, giovane titolare dell’azienda di famiglia, che gestisce in compagnia dei fratelli Pietro e Cecilia  (il padre Marco ne è invece il presidente) – Erminio era con noi da tantissimo tempo e rappresentava una risorsa unica. Sia dal punto di vista umano che lavorativo. Quando abbiamo saputo della sua scomparsa siamo rimasti scioccati». Misani, infatti, era entrato nell’azienda di torcitura di filati poco più che maggiorenne e da lì non si era più mosso, diventandone un cardine. «Era in grado di svolgere praticamente tutte le mansioni grazie all’enorme esperienza che aveva accumulato nei suoi anni in ditta. Era un lavoratore eccezionale, sempre pronto ad aiutare l’azienda e i suoi colleghi. In tanti anni di collaborazione non avevamo mai avuto divergenze, sapevamo che potevamo sempre contare su di lui e sulla sua professionalità».

Eroi dell’emergenza Coronavirus

La scomparsa di Erminio aveva ovviamente stravolto la vita di Michela. «In accordo con mio marito avevamo deciso che io avrei lasciato il lavoro per crescere da vicino i nostri figli e così avevamo fatto – spiega la donna – Quando è scomparso Erminio, oltre all’ovvio dolore di aver perso il mio compagno di vita, mi sono trovata senza un’occupazione, alla soglia dei cinquant’anni…».
In sostegno della donna, fortunatamente, erano arrivati proprio i Terragni, che avevano deciso di proporle un’assunzione in azienda. «Ci è sembrato doveroso offrirle un posto di lavoro, ci sembrava il modo migliore per ringraziare Erminio per quanto fatto per noi nel corso degli anni – continua Benedetto Terragni – Appena abbiamo saputo della sua scomparsa abbiamo proposto a Michela di entrare nel nostro gruppo. Ci tengo a precisare che non si tratta di un modo di farci pubblicità, ma un gesto di umanità verso una famiglia che aveva dato tanto alla nostra azienda. Mi piace pensare di aver dato un aiuto concreto a Michela e ai suoi figli, così come hanno fatto tante persone a Bellusco: l’intera comunità ha espresso la sua grande vicinanza alla famiglia Misani in un momento molto complicato. Evidentemente aveva “seminato” bene anche fuori dalla Lei Tsu…».

Tutti i nuovi cavalieri

Ecco le altre persone che il Presidente ha insignito dell’onorificenza:

  • Annalisa Malara e Laura Ricevuti, rispettivamente, anestesista di Lodi e medico del reparto medicina di Codogno, sono le prime ad aver curato il paziente 1 italiano.
  • Maurizio Cecconi, professore di anestesia e cure intensive all’Università Humanitas di Milano, è stato definito da Jama (il giornale dei medici americani) uno dei tre eroi mondiali della pandemia.
  • Mariateresa Gallea, Paolo Simonato, Luca Sostini sono i tre medici di famiglia di Padova che volontariamente si sono recati in piena zona rossa per sostituire i colleghi di Vo’ Euganeo messi in quarantena.
  • Don Fabio Stevenazzi del direttivo della Comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate (VA) è tornato a fare il medico presso l’Ospedale di Busto Arsizio.
  • Monica Bettoni, ex senatrice e Sottosegretaria alla Sanità, medico in pensione, ha deciso di tornare in corsia a Parma.
  • Elena Pagliarini è l’infermiera di Cremona ritratta nella foto diventata simbolo dell’emergenza coronavirus. Positiva, è guarita.
  • Marina Vanzetta, operatrice del 118 di Verona, ha soccorso una anziana donna e le è stata accanto fino alla morte.
  • Giovanni Moresi, autista soccorritore di Piacenza Soccorso 118, ha offerto una testimonianza del ruolo degli autisti soccorritori del 118.
  • Beniamino Laterza, impiegato presso l’Istituto di vigilanza “Vis Spa” e presta servizio nell’ospedale Moscati di Taranto, presidio Covid.
  • Del team presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma – struttura di eccellenza della sanità pubblica fanno parte: Maria Rosaria Capobianchi, a capo del team che ha contribuito a isolare il virus; Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti; Francesca Colavita, Fabrizio Carletti, Antonino Di Caro, Lucia Bordi, Eleonora Lalle, Daniele Lapa, Giulia Matusali, biologi.
  • Nel team di ricerca dell’ospedale Sacco e dell’Università degli Studi di Milano, poli di eccellenza nell’ambito del sistema sanitario e di ricerca nazionale: Claudia Balotta a capo del team, ora in pensione, che nel 2003 aveva isolato il virus della Sars; Gianguglielmo Zehender, professore associato; Arianna Gabrieli, Annalisa Bergna, Alessia Lai, Maciej Stanislaw Tarkowski ricercatori.
  • Ettore Cannabona, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Altavilla Milicia (Palermo), ha devoluto in beneficenza l’intero stipendio mensile.
  • Bruno Crosato in rappresentanza degli Alpini della Protezione civile del Veneto che hanno ripristinato in tempi record 5 ospedali dismessi della regione.
  • Mata Maxime Esuite Mbandà, giocatore per il Zebra Rugby Club e per la nazionale italiana, volontario sulle ambulanze per l’Associazione Seirs Croce Gialla di Parma.
  • Marco Buono e Yvette Batantu Yanzege della Croce Rossa Riccione hanno risposto all’appello della Lombardia che chiedeva aiuto a medici e personale con ambulanze.
  • Renato Favero e Cristian Fracassi, il medico che ha avuto l’idea di adattare una maschera da snorkeling a scopi sanitari e l’ingegnere che l’ha realizzata.
  • Concetta D’Isanto, addetta alle pulizie in un ospedale milanese. Fa parte di quella schiera di lavoratori che ha permesso alle strutture sanitarie di andare avanti nel corso dell’emergenza.
  • Giuseppe Maestri, farmacista a Codogno, ogni giorno ha percorso cento km per recarsi in piena zona rossa.
  • Rosa Maria Lucchetti, cassiera all’Ipercoop Mirafiore di Pesaro, ha lasciato una lettera agli operatori 118 donando loro anche tre tessere prepagate di 250 euro.
  • Ambrogio Iacono, docente presso l’istituto professionale alberghiero Talete di Ischia. Positivo, ricoverato al Rizzoli di Lacco Ameno, ha continuato a insegnare a distanza nei giorni di degenza.
  • Daniela Lo Verde, preside dell’istituto “Giovanni Falcone” del quartiere Zen di Palermo, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per regalare la spesa alimentare ad alcune famiglie in difficoltà. Suo l’appello per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza.
  • Cristina Avancini, l’insegnante di Vicenza che nonostante il contratto scaduto non ha interrotto le video-lezioni con i suoi studenti.
  • Alessandro Santoianni e Francesca Leschiutta, direttore della casa di riposo della Parrocchia di San Vito al Tagliamento (PD) e coordinatrice infermieristica che, insieme agli altri dipendenti, sono rimasti a vivere nella struttura per proteggere gli anziani ospiti
  • Riccardo Emanuele Tiritiello, studente dell’istituto Paolo Frisi di Milano. Con il padre e il nonno hanno cucinato gratuitamente per i medici e gli infermieri dell’ospedale Sacco.
  • Francesco Pepe, quando ha dovuto chiudere il suo ristorante a Caiazzo di Caserta ha preparato pizze e biscotti per i poveri e gli anziani in difficoltà, organizzando una raccolta fondi per l’ospedale di Caserta.
  • Irene Coppola ha realizzato, a sue spese, migliaia di mascherine. Ha aiutato una associazione per sordi inventando una mascherina trasparente per leggere il labiale.
  • Alessandro Bellantoni con il proprio taxi ha fatto una corsa gratis di 1.300 km per portare da Vibo Valentia all’ospedale Bambin Gesù di Roma una bambina di tre anni per un controllo oncologico.
  • Mahmoud Lufti Ghuniem, in Italia dal 2012, fa il rider. Si è presentato alla Croce Rossa di Torino con uno stock di mille mascherine acquistate di tasca sua.
  • Daniele La Spina in rappresentanza dei giovani di Grugliasco al servizio della città di Torino che hanno portato prodotti di prima necessità a chi ne ha bisogno, in particolare agli anziani soli.
  • Giacomo Pigni, volontario dell’Auser Ticino-Olona ha coinvolto una ventina di studenti che hanno iniziato a fare chiamate di ascolto per dare compagnia alle persone sole.
  • Pietro Floreno, malato da oltre dieci anni di Sla ha comunicato di voler mettere a disposizione della ASL, per i malati di coronavirus, il suo ventilatore polmonare di riserva.
  • Greta Stella, fotografa professionista, volontaria presso la Croce Rossa di Loano (Savona), ha realizzato un racconto fotografico dell’attività quotidiana dei volontari.
  • Giorgia Depaoli, cooperante internazionale e si dedica in particolare alla difesa dei diritti delle donne. Ha subito dato la sua disponibilità alla piattaforma “Trento si aiuta” .
  • Carlo Olmo, ha contribuito nel rifornire gratuitamente Comuni e strutture sanitarie del Piemonte di mascherine, guanti, camici.
  • Maria Sara Feliciangeli, fondatrice dell’Associazione Angeli in Moto, insieme ai suoi amici motociclisti si è impegnata per consegnare i farmaci a domicilio alle persone con sclerosi multipla.
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