Agitazione nelle Rsa: anche nell'Isola Bergamasca monta la protesta
I sindacati bergamaschi puntano il dito contro la gestione affidata alla Società Cooperativa Sociale Universiis di Udine delle Rsa di Brembate di Sopra, Seriate, Dalmine, Cividate, Gorlago e Predore

Agitazione nelle Rsa: anche nell'Isola Bergamasca monta la protesta. Ci sarebbe la riduzione delle ore lavorative, con la conseguente minore assistenza e cura degli ospiti delle Rsa affidati alle loro cure, senza rivedere i piani e i carichi di lavoro del personale interessato alla riduzione, quindi con meno personale in servizio presente sui turni, alla base dello stato di agitazione che in queste ore sta coinvolgendo le Rsa di Brembate di Sopra, Seriate, Dalmine, Cividate, Gorlago e Predore.
Agitazione nelle Rsa: anche nell'Isola Bergamasca monta la protesta
Sono queste le motivazioni che hanno spinto le organizzazioni sindacali bergamasche di Cisl Fp, Fisascat Cisl, Fp Cgil e Uil Fpl a indire uno stato di agitazione provinciale per le Rsa gestite dalla Società Cooperativa Sociale Universiis di Udine. Come spiega Primabergamo.it, con un comunicato congiunto, i sindacati esprimono preoccupazioni per l’erogazione degli standard assistenziali, «che risultano sicuramente molto inferiori, e per la salute e sicurezza oltre che degli operatori, che si trovano in meno a fare di più, anche delle persone fragili e anziane affidate alle loro cure».
Tentativo di conciliazione dal prefetto
Non solo. Le sigle hanno anche rilevato la mancata applicazione da parte della stessa Cooperativa degli istituti contrattuali previsti sia dal contratto collettivo nazionale che territoriale, poco o nullo il rispetto degli accordi aziendali sottoscritti con loro.
Le lavoratrici e i lavoratori hanno precisato di non voler arrecare alcun disagio agli ospiti delle strutture, ma sono fermi nella richiesta di vedere soluzione ai mancati pagamenti e a una revisione dell’organizzazione interna che consenta di mantenere il benessere e la qualità dei servizi erogati. Oggi pomeriggio, martedì 11 febbraio, è previsto un incontro con il prefetto di Bergamo per il tentativo di conciliazione.