Poteva trasformarsi in tragedia l’ennesimo episodio di violenza esploso a pochi passi dallo scalo ferroviario di Arcore, stazione che si trova sulla stessa linea di diversi scali meratesi, come Osnago, Cernusco, Olgiate-Calco-Brivio e Airuno.
Aggressione vicino alla stazione di Arcore
Nella serata di ieri, venerdì 27 marzo 2026, poco dopo le 23, un uomo di 49 anni, di origini straniere, è rimasto ferito alla testa dopo essere stato colpito con una bottiglia durante una violenta rissa scoppiata tra stranieri in un locale di via Casati.
Secondo le prime ricostruzioni, il caos sarebbe scoppiato all’esterno di un esercizio pubblico della via che a quell’ora era ancora aperto, punto di passaggio nevralgico tra il centro e la stazione. Per cause ancora al vaglio delle forze dell’ordine, è scoppiato un violento alterco che ha avuto come vittima il 49enne.
Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti: nel mezzo del parapiglia, il 49enne è stato raggiunto da un colpo sferrato con una bottiglia di vetro, che gli ha causato una ferita alla testa.
La fuga e i soccorsi
Come raccontano i colleghi di PrimaMonza, nonostante il colpo e lo shock, l’uomo è riuscito a divincolarsi e a sfuggire alla furia degli aggressori. Ha percorso diverse decine di metri per mettersi in salvo, riuscendo a lanciare l’allarme solo una volta raggiunta la vicina via San Francesco. Lì, ha atteso l’arrivo dei soccorsi mentre gli aggressori si dileguavano.
Sul posto sono intervenuti d’urgente i sanitari della “Croce Medica” di Arcore e i Carabinieri. Fortunatamente, nonostante la dinamica violenta, l’aggressione non ha portato a gravi conseguenze: l’uomo è stato stabilizzato sul posto e successivamente trasportato in codice verde presso il pronto soccorso dell’ospedale di Vimercate per le cure del caso.
Forze dell’ordine al lavoro
In via Casati sono giunte tempestivamente le pattuglie dei Carabinieri, che hanno avviato le indagini per identificare i responsabili della rissa. Al vaglio dei militari potrebbero esserci anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, fondamentali per ricostruire l’accaduto e dare un nome ai fuggitivi.
L’episodio riaccende prepotentemente i riflettori sul problema sicurezza nella zona della stazione, ritenuta a rischio così come quasi tutte quelle del linea Lecco-Milano.