Tra commozione e lacrime

Addio a Marco Pietro Rossi. “Adesso sei entrato nel cielo”

Si sono celebrati questa mattina i funerali del paracadutista scomparso lo scorso sabato

Addio a Marco Pietro Rossi. “Adesso sei entrato nel cielo”
Cronaca Lecco e dintorni, 06 Febbraio 2021 ore 18:02

Questa mattina (sabato 6 febbraio 2021), alle 10:30, presso lo stadio stadio Rigamonti e Ceppi è stato celebrato il funerale di Marco Pietro Rossi. Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto al paracadutista vittima di un tragico incidente lo scorso sabato 30 gennaio.

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L’ultimo saluto sotto il cielo che Marco ha amato

Un funerale a cielo aperto, come certamente avrebbe desiderato Marco, che di quegli spazi infiniti aveva fatto la sua passione più grande.
“Era quello amavi ripetere tu, Marco: ‘Non si esce dall’areo, ma si entra nel cielo’” sono le parole pronunciata da fra Guido, cugino della mamma di Rossi, che ha celebrato il funerale.
“Oggi tu entri nel cielo – ha recitato ancora il frate – Che è la vita Eterna. Preghiamo perché tu sia accolto nel grembo dell’amore di Dio”.

Lo stadio gremito dà l’addio al paracadutista

Lo stadio ha accolto i numerosi amici e parenti venuti a salutare per l’ultima volta il paracadutista scomparso troppo presto, a soli 34 anni.
A trasportare il feretro di Marco al di sotto del gazebo montato sopra il prato verde dello stadio sono stati i suoi compagni paracadutisti.
“Che il ricordo di Marco e delle sue splendide virtù resti indelebile nei nostri cuori” ha detto fra Guido.
“E tu, Marco – ha aggiunto il religioso rivolgendosi alla salma – donaci un abbraccio forte. Ai tuoi genitori, che sono prostrati dal dolore, così come a tuo fratello, ai tuoi parenti e ai tuoi tanti amici. Noi non ti diciamo addio, ma ti affidiamo a Dio”.

La preghiera del paracadutista

Dopo l’omelia di fra Guido, un compagno paracadutista di Marco Pietro Rossi ha letto la preghiera dei paracadutisti.

Eterno, immenso Dio
Che creasti gli infiniti spazi
E ne misurasti le misteriose profondità
Guarda benigno a noi, Paracadutisti d’Italia
Che nell’adempimento del nostro dovere,
Balzando dai nostri apparecchi,
Ci lanciammo nella vastità dei cieli.
Manda l’Arcangelo San Michele a nostro custode:
Guida e proteggi l’ardimentoso volo.
Candida come la seta del paracadute
Sia sempre la nostra fede
E indomito il coraggio.
La nostra giovane vita è tua o Signore!
Se è scritto che cadiamo
Sia!
Ma da ogni goccia del nostro sangue
Sorgano gagliardi figli e fratelli innumeri,
Orgogliosi del nostro passato
Sempre degni del nostro immancabile avvenire.
Benedici, o Signore
La patria, le famiglie, i nostri cari!
Per loro, nell’alba e nel tramonto
Sempre la nostra vita!
E per noi Signore
Il tuo glorificante sorriso

Il commosso addio della mamma di Marco

Non posso riavvolgere il tempo, non posso tornare indietro – ha detto la madre di Marco trattenendo a stento le lacrime – È impossibile descrivere cosa significa perdere un figlio. È successo proprio nel momento in cui stavi facendo la cosa che più amavi al mondo. Ma da quel momento, il sole che avevo dentro di me si è spento. Grazie a tutti voi per essere qui per salutare il mio sole.

Le bolle di sapone della fidanzata di Guido

Giovanna, la fidanzata di Marco Pietro, ha voluto salutarlo a modo suo, soffiando delle bolle di sapone sulla bara.
“Le parole che avete scritto negli scorsi giorni hanno sorretto una famiglia intera – ha detto Giovanna durante il funerale – Marco era un ragazzo felice e per questo ringrazio tutti gli amici che dall’infanzia lo hanno sempre seguito. Lui aveva fretta, perché doveva andare nel cielo. Gli ho voluto molto bene, e anche lui ne ha voluto a me”.
Dopo questo discorso, Giovanna ha estratto un organetto a bocca. “Vorrei anche regalarvi questo saluto musicale, so che a Marco avrebbe fatto piacere” ha detto ancora la giovane, ma le lacrime sgorgate per la commozione l’hanno costretta ad interrompersi dopo alcune note.

Un applauso accompagna la salma fuori dallo stadio

Al termine del rito religioso, un applauso ha salutato la salma di Marco.
Il feretro, infine, è stato portato verso il tempio crematorio.

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