Bollettino del contagio

A Missaglia 158 casi Covid. Il sindaco: “Qualcuno continua a fare lo scemo”

Lo sfogo di Bruno Crippa: "Giri per il paese e vedi mascherine buttate e abbandonate a terra, qualcuna lasciata sulle panchine".

A Missaglia 158 casi Covid. Il sindaco: “Qualcuno continua a fare lo scemo”
Cronaca Casatese, 30 Novembre 2020 ore 06:41

Sono 158 i casi Covid a Missaglia comunicati ufficialmente dal sindaco Bruno Crippa. Un primo cittadino però particolarmente seccato dall’atteggiamento di chi, evidentemente, non rispetta le regole, tanto da fargli perdere il proverbiale aplomb e farlo sbottare: “Tra contagiati e in isolamento domiciliare c’è chi continua a fare lo scemo. Scusate…”.

Covid, tra contagi e… “scemi”

C’è una decelerazione nei contagi, la curva sembra stabilizzarsi, rispetto al comunicato del 23.11.20, dove probabilmente abbiamo raggiunti il picco – ha sottolineato con ottimismo il sindaco – I dati “ufficiali” ci dicono di 158 Covid-19 a Missaglia e altri 138 in sorveglianza attiva a domicilio più 20 a contato stretto. Le persone in quarantena manifestano, per la maggior parte, sintomi lievi”. Quindi lo sfogo. “Giri per il paese e vedi mascherine buttate e abbandonate a terra, qualcuna lasciata sulle panchine. Tra contagiati e in isolamento domiciliare c’è chi continua a fare lo scemo. Scusate. Vi informo, con un poco di sollievo, che sono 150 le persone comunicate tra guariti, segnalati chiusi e virologicamente negativizzate. Non abbiamo decessi e alcuni concittadini in terapia intensiva o ricoverati, sono stati dimessi. Le guarigioni sono in aumento”.
Missaglia
Bruno Crippa

Oggi torna il mercato

Dal passaggio in zona arancione, avvenuto ieri, domenica 29 novembre 2020, anche il comune di Missaglia trae piccoli giovamenti. Su tutti il mercato, che oggi, lunedì 30, tornerà pienamente “operativo”. “Restano ancora chiusi bar e ristoranti con possibilità di asporto e consegna a domicilio – ha però precisato Crippa con toni prudenti -Dobbiamo affrontare ancora sacrifici e continuare a reinserire nei nostri concittadini un senso di solidarietà reciproca. E’ umano sentirsi avviliti, scoraggiati. Non ci siamo mai sentiti così soli, ma è in questa solitudine che dobbiamo crearci in proprio le occasioni per reagire.Ripartire, ricostruire, rinascere, è quello di cui abbiamo bisogno”.

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