Che Monza e Como proprio non si amino, almeno in ambito calcistico, non è certo un mistero.
Tanto più da quando, un anno fa, le due squadre ebbero l’occasione di trovarsi per la prima volta, faccia a faccia, in Serie A.
Volantini e adesivi “Comasco Schlein”, tifoso brianzolo denunciato dalla segretaria del Pd
A scrivere un’altra pagina di questa acerrima ed eterna rivalità ora saranno i Tribunali. Ai quali si è rivolta niente meno che Elly Schlein, la segretaria nazionale del Partito Democratico, per una vicenda che ha trasceso il piano sportivo per arrivare sino a quello politico e non solo.
Già, perché l’esponente dei dem ha denunciato un 40enne di Villasanta, tifoso del Monza Calcio, che ora risulta indagato per “diffamazione aggravata dall’odio razziale” a causa di alcuni insulti rivolti principalmente agli avversari comaschi, ma che nei fatti hanno leso anche l’immagine della stessa Schlein.
Nell’occhio del ciclone, infatti, sono finiti una serie di figurine e volantini raffiguranti la segretaria nazionale del Pd con indosso la maglia del Como, tutti corredati da una scritta che non necessita grandi spiegazioni: “Comasco Schlein”. Una “trovata” che al suo ideatore è costata una denuncia, depositata proprio dalla Schlein in persona nel maggio di un anno fa presso gli uffici della polizia di Bologna per tramite del suo avvocato, Andrea Gaddari.
I fatti risalivano a un mese prima. E in particolare al 5 aprile. In quella data, infatti, Monza e Como disputarono il primo (storico) derby della Brianza in massima serie, allo «U-Power Stadium». Durante il riscaldamento degli ospiti, tuttavia, dalla curva di casa ecco spuntare tra le tradizionali bandiere e i classici striscioni anche qualche foglio… di troppo.
Su di essi, come detto, il volto di Elly Schlein con la maglia del Como e la sopra citata scritta a completare la particolare figurina. Un dileggio, uno sfottò nei confronti degli eterni avversari in primis, ma che secondo la Magistratura travalica ogni confine sportivo configurandosi nel reato di “diffamazione con l’aggravante dell’odio razziale”, punito dal Codice penale con la reclusione fino a 4 anni.
A seguito della denuncia erano immediatamente scattate le indagini da parte della Digos di Monza. Secondo l’accusa, a configurare il reato sarebbe il riferimento dispregiativo alle origini ebraiche della famiglia della segretaria, con la scritta (redatta con i classici caratteri grafici usati dalle tifoserie calcistiche schierate a destra) che a quel punto sarebbe diventata un’offesa dal contenuto razziale.
Il commento del leghista Corbetta
Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo in Regione Lombardia della Lega, Alessandro Corbetta, che ha criticato la decisione della leader dem di sporgere denuncia definita “sproporzionata e preoccupante”, spiegando che a suo modo di vedere gli adesivi e i volantini in questione, fossero dei semplici sfottò e che non avevano alcun tipo di obiettivo di discriminazione razziale legato alle origini ebraiche della famiglia della segretaria nazionale del Pd.