Una folla immensa per l’ultimo saluto a Nicola Poirè, l’insegnante 35enne di Casatenovo deceduto in tragiche circostanze nelle acque dell’Adda a Calusco. In tanti, tantissimi, nel pomeriggio di oggi, mercoledì, si sono stretti attorno ai suoi familiari in quella che aveva chiesto espressamente essere una festa, per ricordarlo con il sorriso.
L’ultimo saluto a Nicola Poirè
Il parco di Villa Mariani a Galgiana ha ospitato nel pomeriggio oggi la cerimonia laica dedicata alla memoria di Nicola Poirè, insegnante casatese di 35 anni rinvenuto privo di vita lunedì mattina. Ci sono state lacrime, abbracci, ricordi, ma anche tanti sorrisi e qualche risata nel ricordare aneddoti del passato.

C’erano le bici di tanti appassionati, come lui, delle due ruote che hanno raccolto l’appello di dar vita a un “inchino al Diablo”, pedalando fino alla sede della commemorazione laica.

C’erano le foto, portate dagli amici e appese un po’ ovunque. C’era la musica, una playlist creata da chi conosceva i suoi gusti, il sax suonato dal suo preside di quando aveva insegnato a Missaglia, la chitarra suonata da altri amici.

C’era lo striscione dei docenti, degli alunni e dei genitori della scuola di Adro, nel Bresciano, dove aveva ottenuto una cattedra in circostanze un poco rocambolesche.

C’erano dinosauri sparsi ovunque, anche su un grande drappo appeso tra gli alberi, perché a lui piacevano tanto. E, ironia del destino, saranno il tema della festa di Sant’Anna di quest’anno, quella che per lui è stata una seconda casa.
C’erano anche le birrette, qualche cocktail, i Campari, per brindare alla sua memoria.

Il primo a prendere il microfono è stato il fratello Michele, che ha voluto ricordare Nicola con poche ma semplici parole. “Nicola aveva una malattia che era invisibile a tutti quelli che gli stavano intorno e che per lui a un certo punto è diventata impossibile da gestire. Nessuno, nemmeno chi lo vedeva tutti i giorni e nemmeno le persone a cui lui aveva deciso di far conoscere, forse in parte, la sua situazione, avrebbero potuto fare nulla. Lui ha scelto così e noi possiamo solo cercare di capire, e ci vorrà tempo, e provare a sorridere ricordando quanto era scemo… Sono sicuro che ora, ovunque lui sia, sta bene”.
Sempre il fratello ha poi letto le parole che proprio Nicola ha lasciato, dedicate alle tantissime persone che gli hanno voluto bene. “Sono felice di tutto quello che ho fatto e sono contento della mia vita. Prendete questo gesto come una mia scelta e spero che possiate riuscire a capirmi. La mia testa pensa troppo ed è difficile riuscire a conviverci. Ci ho provato per tanti anni e so di averlo fatto per tutte le persone che mi vogliono bene. E’ per voi che ho cercato in tutti i modi una soluzione, ma alla fine tutto quello che ho fatto, compreso questo gesto, è stata una mia scelta. Spero possiate capire e cercare di essere contenti per me. Io vorrei non far soffrire nessuno e sono abbastanza sicuro che riuscirete a ricordarmi col sorriso”.

Il microfono “aperto” ha poi ospitato tante parole toccanti, pronunciate da amici e colleghi che hanno rivelato tanti lati della personalità di Nicola. Un po’ Diablo, un po’ “Oloide”. Un po’ tante cose. Che ciascuno porterà sempre con sé.