Attualità
Ricorrenza

Un 1° Maggio di solidarietà e accoglienza

La riflessione di Mirco Scaccabarozzi, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco, in occasione della Festa dei lavoratori

Un 1° Maggio di solidarietà e accoglienza
Attualità Meratese, 01 Maggio 2022 ore 08:03

Un 1° Maggio di solidarietà e accoglienza. La riflessione di Mirco Scaccabarozzi, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco

Un 1° Maggio di solidarietà e accoglienza

Mirco Scaccabarozzi, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco

Nel celebrare il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, in un frangente caratterizzato dall’invasione russa dell’Ucraina, la nostra solidarietà va al popolo ucraino ma anche a quella parte del popolo russo che manifesta con coraggio nelle piazze il suo no alla guerra e alla politica autocratica. A un tempo vogliamo un'Europa che sia motore di pace e solidarietà ma anche accogliente verso ogni profugo senza distinzioni, un'Europa che riparta dal lavoro, dalla crescita. Abbiamo due anni lunghi e difficilissimi alle spalle, segnati da una gigantesca emergenza sanitaria, legata a una pandemia che ha evidenziato le nostre tante fragilità e che ha mietuto oltre 120 mila vittime.

Alle spalle due anni segnati dalla pandemia

Anche oggi il nostro pensiero si volge a loro e al dolore di tantissime famiglie spezzate. Se il Paese ha retto, se abbiamo resistito è innanzitutto grazie al lavoro, ai sacrifici, ai rischi affrontati da medici, infermieri, operatori sanitari, grazie all’impegno delle donne e uomini delle forze dell’ordine, della protezione civile, degli enti locali, delle scuole. Grazie a lavoratrici e lavoratori impegnati nelle filiere della vita, nella logistica, nei trasporti, nelle aziende, nella distribuzione.

Abbiamo fatto scelte difficili ma responsabili, siglando importanti accordi per la tutela della salute pubblica e della sicurezza sul lavoro. Nondimeno proprio il lavoro ha pagato il prezzo più alto, con un aggravio delle diseguaglianze e nuove povertà.

Le lunghe file davanti alla Caritas

Se ne parla di meno di questi temi ma le file alla Caritas erano più lunghe di quelle degli hub vaccinali.

Oltre un milione di posti di lavoro persi, concentrati nelle fasce deboli del precariato soprattutto femminile e giovanile. Altri 600 mila precari che rischiano di incontrare la stessa sorte. Sette persone su dieci una volta perso il lavoro finiscono nel tunnel degli inattivi. Nella nostra provincia nel trimestre aprile giugno sono previsti oltre 6200 nuovi ingressi nel mercato del lavoro, ma in 44 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati. L’altro forte elemento di criticità riguarda la qualità del lavoro. A Lecco infatti solo nel 29% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 71% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Fin qui i numeri e purtroppo nulla di nuovo sotto il sole e la minaccia Covid.

La parola chiave sarà innovazione

Inimmaginabile un ritorno allo status quo ante. Parola chiave sarà innovazione, declinata nelle diverse strutture organizzative aziendali con un personale per cui il life long learning, ovvero la formazione permanente e quindi la crescita delle competenze, non potrà certamente figurare quale gentile concessione dell’azienda, ma sarà volano di competitività per la stessa. D’altro canto la carenza dei profili professionali richiesti dal mercato del lavoro locale chiama in causa i percorsi formativi. Per la Cisl occorre assumere senza tentennamenti la sfida degli Its, il segmento della formazione superiore non accademica, su cui il Pnrr alloca un miliardo e mezzo di euro.

Il contrasto a mafia e corruzione aiuta a creare posti di lavoro

Ancora, in un Paese dove le opere si fermano per infiltrazioni mafiose e le autostrade crollano perché la corruzione indebolisce il lavoro, serve una lotta senza quartiere. Il contrasto a mafie e corruzione aiuta a creare posti di lavoro. Pretendiamo inoltre un fisco amico del lavoro, un fisco più equo e giusto, che non pesi troppo, come oggi avviene, sui redditi di lavoratori e pensionati. La Cisl ha declinato ciò nel progetto di legge di iniziativa popolare, sostenuto da oltre mezzo milione di firme, per l’adozione di una riforma del sistema fiscale per cambiare il Paese, che non può più nemmeno sopportare le furbizie dell’evasione e dell’elusione fiscale erette a prassi consuetudinaria.

Infine ma non ultimo la Cisl reputa necessario aprire una discussione per valutare la necessità di rafforzare il Piano nazionale di ripresa e resilienza soprattutto nella componente che riguarda gli investimenti nelle infrastrutture, specie quelle legate all'energia. Va insomma assegnata assoluta priorità agli interventi sui temi del lavoro, sulle politiche attive, sulla formazione, il che rende necessaria una discussione con il governo, e soprattutto tra il governo e l'Europa, anche per quanto riguarda i tempi di realizzazione degli investimenti.
Mirco Scaccabarozzi – Segretario generale Cisl Monza Brianza Lecco

 

Seguici sui nostri canali
Necrologie