"Basta colpevolizzare le vittime!"

Tanti in piazza a Lecco per presidio e flash mob contro DDL “stupri”

Cittadini, sindacati e centri antiviolenza in piazza contro un provvedimento "che rischia di colpevolizzare le vittime e proteggere gli aggressori"

Tanti in piazza a Lecco per presidio e flash mob contro DDL “stupri”

“Il consenso non si negozia: basta colpevolizzare le vittime!”. Questa mattina, domenica 15 febbraio 2026, piazza Cermenati a Lecco si è riempita di cittadini e attivisti durante il presidio contro il DDL cosiddetto “stupri”. “Parlare di consenso non è una questione di destra o di sinistra. Al contrario, parlare di dissenso significa proteggere e tutelare gli stupratori, anziché le vittime”, ha dichiarato Grazia Brambilla, Presidente di Telefono Donna Lecco, durante  il flash mob  a sostegno dei diritti, dell’autodeterminazione e della prevenzione.

 

L’iniziativa, promossa da Cgil, Cisl, Uil insieme ai Centri Anti Violenza Telefono Donna, Altra Metà del Cielo e Udi, ha visto la partecipazione di numerose persone unite nel denunciare la riformulazione del reato di violenza sessuale contenuta nel disegno di legge. La nuova versione sostituisce il principio del “consenso libero e attuale” con la formula “contro la volontà”, un cambiamento che secondo i promotori rappresenta un grave arretramento: ribalta il principio di autodeterminazione e obbliga le vittime a dimostrare il proprio dissenso.

“Il consenso non si negozia”: a Lecco presidio e flash mob contro DDL “stupri”

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, Adriano Crisafi di Emergency, Andreina Salvi, il senatore Tino Magni  e Cassandra Montanelli di AVS, l’assessore del Comune di Lecco Renata Zuffi, il segretario di UIL Lario Dario Esposito e il segretario CGIL Diego Riva, insieme ai promotori locali dei centri antiviolenza e delle organizzazioni sindacali.

“È importante essere qui oggi, perché nel nostro paese le donne vivono ancora purtroppo forme di discriminazione e violenza. È necessario creare un contesto dove si possa lavorare culturalmente per ristabilire una parità effettiva e prevenire altre forme di discriminazione. Questo DDL va nella direzione opposta”, ha aggiunto Emanuele Manzoni, Assessore al Welfare del Comune di Lecco.

“Siamo parte di una rete ampia e inclusiva, che unisce UDI, Telefono Donna, L’Altra Metà del Cielo, le Commissioni Pari Opportunità e i sindacati. Questa è una grande rete per fermare il DDL. Le scelte legislative, culturali e simboliche di questo governo incidono direttamente sulle possibilità delle donne di essere credute, tutelate e libere – ha dichiarato Raffaella Cerrato di UDI Lecco –  Le donne tornano a essere costrette a dimostrare di aver resistito e di aver detto ‘NO’. Chi accompagna ogni giorno le donne nei percorsi di uscita dalla violenza esprime con profonda chiarezza la nostra seria preoccupazione riguardo a un provvedimento che rischia di provocare un arretramento culturale e giuridico nella tutela delle vittime di stupro”.

Durante il presidio è stato sottolineato come la violenza maschile contro le donne sia un fenomeno strutturale, culturale e sociale, che non può essere affrontato esclusivamente con strumenti repressivi. I centri antiviolenza del territorio svolgono un ruolo fondamentale: garantiscono accoglienza, consulenza legale e psicologica, accompagnamento nei percorsi di uscita dalla violenza e lavoro in rete con servizi sociali, forze dell’ordine e realtà associative. La loro presenza è essenziale per prevenire e proteggere le vittime e promuovere una cultura del rispetto e dell’autodeterminazione.

Le organizzazioni promotrici hanno inoltre evidenziato che il DDL non prevede rafforzamenti nella prevenzione, né finanziamenti stabili ai centri antiviolenza, e non investe adeguatamente in educazione al consenso, priorità necessaria secondo convenzioni internazionali come la Convenzione di Istanbul.

Il presidio di oggi a Lecco si inserisce in una mobilitazione nazionale più ampia, volta a difendere i diritti delle donne, sostenere i centri antiviolenza e promuovere politiche concrete per contrastare la violenza di genere.

Mario Stojanovic