«Un segnale di speranza in un periodo difficile». E’ stata una giornata piena di emozioni, quella di domenica 6 settembre 2026, quando è andato in scena l’evento «Joeletti con Giorgio?», organizzato dal gruppo Cai di Barzanò. Questa iniziativa è stata organizzata per permettere di realizzare il sogno di Giorgio Antezza, barzanese di 61 anni affetto da Sla, di ritornare ancora una volta a respirare l’aria di montagna, grazie all’utilizzo di una joelette assistita, una speciale carrozzina da montagna studiata proprio per queste occasioni.
Sui monti nonostante la Sla: il sogno di Giorgio Antezza è stato realizzato
All’iniziativa hanno partecipato oltre 130 persone, che sono partite per un’escursione collettiva ai Laghi di Cancano, in alta Valtellina. Oltre ad Antezza, anche altre due persone affette da disabilità, Sara Nannini di Casatenovo e Gaia Zen di Bormio, si sono unite alla manifestazione, riuscendo a prendere parte alla camminata grazie alla particolare carrozzina.

Grande la soddisfazione del capogruppo del Cai di Barzanò Stefano Cazzaniga: «Un grande grazie va a Giorgio e alla sua famiglia. Fin dai primi passi dell’organizzazione di questo evento, quello che ci è tornato indietro è il loro entusiasmo contagioso. Hanno fatto sì che il sogno di Giorgio diventasse un po’ anche il nostro. Ci tengo a ringraziare poi tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo: il nostro scopo è stato raggiunto».
Alla giornata ha preso parte anche l’Amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore ai Servizi Sociali Cristina Caroi: «E’ stata un’esperienza bellissima, che ha ricevuto una grandissima risposta. Vedere questa iniziativa di pace ed inclusione ricevere così tanta partecipazione è secondo me un segnale importante di speranza in questo periodo in cui vediamo ogni giorno delle guerre, anche vicino a noi».
Molto toccanti sono state le parole di Antezza, che è riuscito a ringraziare i presenti grazie all’utilizzo di un compositore vocale: «È bellissimo condividere con voi questa esperienza, perché l’idea della camminata nasce da un sogno impossibile, quello di raggiungere la località, nella vicina Svizzera, di Piz lunghin. Questo punto preciso della Svizzera, è il luogo dove iniziano tre fiumi che si riversano nel Mar Mediterraneo, il Mar Nero e l’Oceano Atlantico. L’idea era quella di raggiungere la vetta e simbolicamente versare acqua per spegnere i focolai di guerre nel mondo. Pensandoci bene, anche l’acqua di questo lago rappresenta lo stesso concetto di Piz lunghin. L’auspicio simbolico vuole essere, riuniti qui tutti insieme, con la forza dei nostri pensieri benevoli, quello di fermare le guerre nel mondo: l’acqua ha la forza di spegnere ogni focolaio di guerra. Il giro del lago di Cancano ci permette di compiere un cerchio, proprio come un pompiere circoscrive un incendio».

«E’ stato molto emozionante – ha raccontato la moglie di Antezza Carmen Di Giorgio – Siamo contentissimi, è stato un quadro meraviglioso, incorniciato da un sole splendido che ha reso indimenticabile questa giornata. Vedere tutte queste persone partecipare è stato meraviglioso e anche la raccolta fondi per acquistare la joelette è stata un successo».

Grazie alla raccolta fondi infatti, sono stati raccolti oltre 11mila euro arrivati dalle donazioni delle persone, a cui si andranno ad aggiungere le donazioni degli sponsor della manifestazione.

«Il nostro intento, oltre ad acquistare la joelette da donare al territorio in modo che chiunque possa utilizzarla in futuro, è anche quello di donare fondi all’istituto Mario Negri per la ricerca sulla Sla. Ringraziamo tutti coloro che hanno donato e che hanno speso anche solo un pensiero per contribuire a questa causa».
Insomma, una giornata piena di emozioni, tra solidarietà e inclusione, che ha permesso a Giorgio Antezza di realizzare il suo sogno di respirare ancora una volta l’aria di montagna, accompagnato dalla sua famiglia che gli è sempre stata accanto nella malattia.
«La solidarietà è il principio di convivenza civile, in cui l’uomo aiuta l’uomo – ha concluso Antezza – Questo valore, è da conservare se vogliamo essere un popolo civile e solidale. Questo evento vuole essere quindi amore per l’altro, aiuto verso il più debole, condivisione di risorse per un unico interesse».