L’emergenza sociale della «droga» del gas esilarante tocca anche l’Isola Bergamasca. E in particolare i luoghi maggiormente frequentati dai giovani di Carvico.
A lanciare l’allarme, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione a un fenomeno sommerso ma estremamente preoccupante, è stata l’Amministrazione comunale, che sul numero dell’informatore distribuito nelle case durante le festività natalizie ha portato alla luce il rinvenimento di alcune bombolette contenenti protossido d’azoto, svuotate, rinvenute al Parco Serraglio.
Gas esilarante, allarme nell’Isola
«Negli ultimi tempi, soprattutto in luoghi frequentati dai ragazzi, vengono trovate bombole di protossido d’azoto, un segnale inquietante di cui vi vogliamo mettere a conoscenza per sollecitare l’attenzione delle famiglie sulle tematiche legate all’uso e alla dipendenza da stupefacenti – si legge nelle colonne del giornalino curato da sindaco e assessori – La “droga del palloncino” è il nome comune dato all’uso ricreativo del protossido d’azoto, noto anche come gas esilarante o gas della risata. E’ incolore e quasi inodore, viene utilizzato in medicina principalmente come anestetico e analgesico, ad esempio in odontoiatria e durante il travaglio, e nell’industria alimentare, ad esempio come propellente per la panna montata. L’uso ricreativo consente nell’inalare il gas, spesso trasferendolo da piccole bombolette a un palloncino, per via dei suoi effetti psicoattivi».
Effetti potenzialmente molto gravi
Gli effetti provocati sono stordimento, vertigini, incoordinazione dei movimenti ed effetti psichedelici.
L’esposizione prolungata può causare amnesia, afasia, sincope, aritmia e, soprattutto se combinata con l’assunzione di alcol, anche asfissia. L’inalazione di questo tipo di gas causa l’inattivazione della vitamina B12, di conseguenza un uso prolungato o frequente può comportare alterazioni megaloblastiche del midollo spinale (oltre il 3 per cento degli utilizzatori sperimenta sintomi di degenerazione).
Un fenomeno estremamente grave e preoccupante, più difficile da intercettare rispetto a quello delle droghe «tradizionali», perché procurarsi bombolette di protossido d’azoto è piuttosto semplice.
Ad alterare la percezione del pericolo, soprattutto tra gli adolescenti (nel Regno Unito nella fascia di età 16-24 è la droga più popolare dopo la cannabis, in Italia il fenomeno è ancora piuttosto «giovane» e ci sono meno dati a disposizione), ci sono anche le piattaforme social: su Tik Tok, in modo particolare, girano numerosi video che incitano il consumo di gas esilarante come se si trattasse di un gioco.