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L'intervista

Salvadore, presidente uscente di Silea: "Seruso è una Ferrari"

"L’impianto di Verderio serve un bacino di oltre un milione di abitanti, il 10% circa dei lombardi"

Salvadore, presidente uscente di Silea: "Seruso è una Ferrari"
Attualità Meratese, 06 Luglio 2022 ore 12:06

Con l’approvazione del bilancio 2021, si è concluso il mandato di Domenico Salvadore alla guida di Silea dal 2019. Salvadore, 73 anni, laureato in chimica industriale e poi diplomato in Management e leadership alla Business School Imd di Losanna, ex Amministratore delegato della Holcim, in questi anni ha guidato la società di Valmadrera con grande competenza e garbo. Anni in cui temi come la transizione ecologica, l’economia circolare e la sostenibilità energetica sono diventati sempre più centrali nell’agenda politica nazionale e territoriale. 

Salvadore, che anni sono stati per lei e per Silea?

«Sono stati anni sicuramente impegnativi e stimolanti, durante i quali Silea ha vissuto un’evoluzione che è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo raggiunto traguardi importanti: il primo piano industriale, il primo bilancio di sostenibilità, il nuovo statuto e il rebranding aziendale. Anche grazie all’introduzione della misurazione puntuale, abbiamo raggiunto una percentuale di raccolta differenziata del 73,7%, un risultato di cui i lecchesi devono essere orgogliosi e che è destinato ad aumentare ulteriormente con l’estensione del modello a tutto il bacino e con la futura attivazione della tariffazione puntuale. Ma non è tutto. Fondamentali sono stati gli investimenti sugli impianti».

Ovvero?

«La conclusione dell’iter di affidamento per la rete del teleriscaldamento “green”; la progettazione del nuovo digestore anaerobico per la produzione di 2 milioni di mc di biometano/anno presso l’impianto di compostaggio di Annone Brianza e il completo revamping dell’impianto di Seruso a Verderio per la selezione delle plastiche e dei materiali riciclabili».

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Parliamo proprio di Seruso: a che punto siamo?

«I lavori di ristrutturazione sono terminati e sono in corso le operazioni di setup necessarie per il funzionamento a pieno regime. Ricordo che l’impianto di Verderio serve un bacino di oltre un milione di abitanti, il 10% circa dei lombardi. È stato un investimento importante (11,5 milioni di euro) ma siamo solo alla metà del guado: ora Seruso ha a disposizione una Ferrari che deve essere guidata nel migliore dei modi. È stato predisposto e condiviso tra le aziende un nuovo modello organizzativo per creare un gruppo di lavoro sinergico e coordinato».

Oltre ai rifiuti, Silea si occupa anche di servizi e energia. Quali sono i progetti?

«Abbiamo firmato una lettera di intenti con Holcim per la realizzazione di un grande parco solare con oltre 20.000 pannelli fotovoltaici nell’ex cava di Alpetto a Cesana Brianza, che potrà così avere una nuova vocazione ecosostenibile. Sono poi particolarmente fiero del grande sforzo fatto da Silea per migliorare e potenziare la gamma dei servizi offerti ai Comuni soci per la cura del territorio e dell’ambiente». 

Non è un mistero che alcuni amministratori locali le abbiano chiesto di restare, proprio per dare continuità al lavoro avviato. Cosa l’ha fatta desistere?

«È vero, e ringrazio tutti per gli attestati di stima che mi hanno riservato in queste settimane: è stato un onore ricevere l’applauso da parte di tutta l’assemblea dei sindaci. Così come devo ringraziare i miei colleghi del Cda per tutto il loro impegno. Ma la mia è stata una decisione dettata da motivazioni personali. Ho iniziato a lavorare all’inizio del 1975: dopo 47 anni desidero dedicare maggiore attenzione alla famiglia. Essere presidente di Silea è un incarico impegnativo e quasi a tempo pieno: rimango comunque a disposizione del territorio con le mie competenze e la mia esperienza se dovessero servire».

Ora si apre una nuova pagina 

«Il nuovo Cda rappresenta un mix tra continuità e nuovi ingressi e saprà sicuramente fare un buon lavoro.  Silea è una macchina che funziona bene, grazie al lavoro impostato dalla governance in questi anni ma ancor di più grazie al valore dei dipendenti. Prima di iniziare il mio mandato, credevo di dovermi scontrare con quei pregiudizi che a volte accompagnano la macchina pubblica: devo dire che mi sono immediatamente ricreduto. Ho trovato una squadra di grandi professionisti, preparati ed estremamente motivati. Sono loro la vera forza di Silea».

Cosa vede nel futuro della società?

«Anzitutto vedo investimenti che rimarranno sul territorio: solo per i prossimi 2 anni abbiamo messo a bilancio ben 20 milioni di euro. Silea è un’azienda sana che nei prossimi anni crescerà ulteriormente, uno degli obiettivi indicati nel piano industriale è proprio quello di espandersi geograficamente: sarà sempre più strategico creare alleanze, sinergie e collaborazioni con i partner che operano nei bacini confinanti».

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