Per anni è rimasto in casa, quasi dimenticato. Un vecchio vinile, un po’ malconcio, custodito tra gli oggetti di famiglia. Poi, durante un riordino, è riapparso, riportando alla luce una storia fatta di musica, passione e memoria.
Ritrovato dopo decenni il vinile di Roberto Bolis
Il protagonista è Roberto Bolis, nato ad Airuno l’8 ottobre 1926 e scomparso il 3 agosto 2005. La sua famiglia era originaria di Erve e, agli inizi del Novecento, era scesa dalla Valle San Martino verso il Meratese.
Orfano di madre, Roberto aveva coltivato fin da giovane una grande passione per la musica, soprattutto per quella classica. Nella vita professionale aveva lavorato come bancario alla Banca Popolare di Bergamo, inizialmente nella sede di via Manzoni a Milano e successivamente a Bergamo. Proprio il lavoro a Milano gli aveva permesso di entrare in contatto e frequentare per anni alcuni musicisti e colleghi del Teatro alla Scala.
Ma la musica non era soltanto una passione. Roberto aveva una bella voce da “tenorino” e aveva cantato anche nel coro della Scala. Gli impegni familiari e professionali lo portarono poi a dedicarsi ad altre attività, senza però abbandonare mai completamente il canto.
Il suo legame con la comunità di Airuno fu particolarmente significativo. L’8 novembre 1972 fu infatti tra i fondatori della Pro Loco di Airuno. Si impegnò inoltre come revisore dei conti della parrocchia e per anni cantò nel coro del paese.
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I suoi ricordi più preziosi
Tra i ricordi più preziosi lasciati dalla sua passione musicale c’è proprio quel disco inciso negli anni Cinquanta. Sul vinile, composto da due lati, sono registrate due celebri canzoni della tradizione italiana: “Signora fortuna” e “Violino tzigano”, interpretate da Roberto Bolis.
I due brani appartengono al grande repertorio della canzone italiana degli anni Trenta. “Signora fortuna” è una composizione del 1934, mentre “Violino tzigano” risale al 1935; entrambi furono portati al successo da importanti interpreti dell’epoca, tra cui Carlo Buti, Achille Togliani, Claudio Villa e Luciano Tajoli. “Violino tzigano” fu anche scelto da Pasolini per il suo film Mamma Roma, in cui viene ballata e canticchiata da Anna Magnani.
Oggi le due registrazioni sono state recuperate e pubblicate online, restituendo alla comunità la voce di Roberto.
«Sapevamo che esistesse, ma sembrava scomparso. Poi, nel mettere ordine a casa di mia madre, lo abbiamo trovato, un po’ malconcio, ma… è stata un’emozione. Lo aveva inciso mio papà negli anni Cinquanta. Roberto Bolis era un “tenorino” e aveva cantato anche nel coro della Scala. Abbiamo pulito il suono della traccia, che all’inizio dava tutti i segni del tempo», racconta Dario Bolis, figlio di Roberto.
Grazie all’opera del nipote Michele che ne ha curato l’editing, la famiglia ha scelto di pubblicare le due tracce nel giorno del ricordo di Roberto, il 3 agosto, a vent’anni dalla sua scomparsa.
Un piccolo disco ritrovato in una casa è così diventato un prezioso documento di memoria: la testimonianza di un uomo che, attraverso la musica, aveva saputo coltivare una passione destinata a rimanere viva ben oltre la sua vita.