Decisione drastica

Ragazzi molesti sul sagrato della chiesa, il parroco fa installare le telecamere

Succede a Casatenovo, dove don Massimo Santambrogio ha voluto cercare di porre freno ai gruppi di giovani che bivaccano e disturbano le Messe

Ragazzi molesti sul sagrato della chiesa, il parroco fa installare le telecamere

Un po’ di preoccupazione per la presenza di alcuni gruppi di ragazzi «molesti» a Casatenovo l’aveva ammessa pubblicamente anche il sindaco Filippo Galbiati durante gli incontri con le frazioni, ma il fenomeno sembrava circoscritto.

Ora evidentemente la situazione, almeno in centro, è cominciata a degenerare, visto che il parroco don Massimo Santambrogio ha deciso di installare telecamere di videosorveglianza puntate direttamente sul sagrato della chiesa come deterrente contro questo fenomeno fastidioso.

Don Massimo Santambrogio

Telecamere sul sagrato per prevenire atteggiamenti molesti

Il Consiglio Affari Economici della Comunità pastorale di Casatenovo, infatti, riunito per deliberare anche un intervento per risolvere problemi di umidità e ammaloramento delle colonne dell’esterno della chiesa di San Giorgio, nei giorni scorsi ha ufficializzato l’acquisto degli occhi elettronici.

«Purtroppo da qualche tempo abbiamo problemi con alcuni ragazzi che sono soliti ritrovarsi sul sagrato – ha commentato il parroco – Vengono qui un po’ a tutte le ore, sia di giorno che di sera, ma quello che è particolarmente fastidioso è che spesso si mettono a disturbare proprio lo svolgimento delle funzioni, oltre a importunare i fedeli».

La strada del dialogo, evidentemente, non ha funzionato. Così come le segnalazioni alle forze dell’ordine non sono bastate. «E’ una decisione che abbiamo preso a malincuore, perché puntare delle telecamere sul sagrato di un luogo di culto può sembrare assurdo – ha proseguito don Massimo, che giunto a Casatenovo poco più di un anno fa sta affrontando e risolvendo una serie di criticità con grande solerzia – però è l’unica soluzione che ci è rimasta, sperando che possa servire come deterrente il fatto che questi ragazzi potranno essere ripresi e facilmente riconosciuti».