Per l’ingegner Rosa Pannetta, dirigente delle Ferrovie Italiane e responsabile del dibattito pubblico che si è chiuso lo scorso 14 ottobre, la risposta è semplice: «Il ponte è sotto continuo monitoraggio, ma oggi non siamo in grado di garantire nulla, non abbiamo nessuna certezza sul futuro».
Ponte San Michele, preoccupazione per il post 2030
Così si è espressa, infatti, negli ultimi minuti dell’audizione avvenuta durante la Commissione Territorio di Regione Lombardia di giovedì 26 febbraio, rispondendo al quesito del presidente Jonathan Lobati, l’unico ad aver intuito già durante lo svolgimento della seduta lo scenario drammatico che potrebbe prefigurarsi con lo spostamento di quattro anni più avanti della realizzazione del nuovo viadotto.

La dirigente di Rfi, che durante le sue argomentazioni aveva anche parlato anche di una chiusura di otto mesi dell’attuale San Michele prima dell’apertura della nuova struttura, sul finire dell’audizione ha voluto chiarire anche questo ulteriore elemento di preoccupazione: «Oggi quel lasso di tempo è stato stimato in circa otto mesi, ma non è detto che sarà così, potrebbero bastarne sei, magari chiuderemo per tre mesi la strada e poi tre mesi la ferrovia, molto dipenderà dalla tipologia di ponte che verrà costruita».
Il verbale dell’audizione non è ancora pubblico, ma da quanto rivela chi vi ha partecipato (c’erano anche gli amministratori comunali, ma senza poter intervenire) tutta la questione ruota intorno all’esito del concorso di idee. «Innanzitutto la nuova soluzione dovrà tenere conto delle prescrizioni del territorio e di quanto è emerso durante il dibattito pubblico – ha precisato Pannetta rivolgendosi ai commissari – Il concorso internazionale verrà indetto attorno al periodo pasquale a Pasqua, daremo indicazioni sui tracciati che potrebbero essere tenuti in considerazione, ma scopriremo solo alla fine di questo concorso se il nuovo ponte passerà a nord o a sud di quello attuale. L’obiettivo è aggiudicare l’opera entro la fine dell’anno e a seguito di questo affidare poi l’incarico».

Un aspetto importante toccato dall’ingegnere di Rfi è quello del confronto con il territorio, un tema che a un certo punto dell’audizione l’ha vista protagonista di un vivace scambio di opinioni con il consigliere del Pd Gian Mario Fragomeli, che è tornato a battere sul tasto della soluzione dei due ponti.
«C’è un’altra fase in cui il territorio potrà pronunciarsi, dopo quella del dibattito pubblico, ovvero quella dell’iter autorizzativo – ha spiegato Pannetta, citando per altro a più riprese il tema delle mitigazioni che sta tanto a cuore soprattutto ai sindaci del Meratese – Oggi però non siamo ancora in grado di parlarne perché è in corso uno studio sulla viabilità commissionato da noi, che andrà a integrarsi con quello già realizzato dalla Provincia di Lecco e da alcuni Comuni».