Assemblea pubblica

Ponte di Brivio, la passerella è una presa in giro: “Costa 8 milioni di euro, Anas ne garantisce 375mila”

Gremita la sala consiliare del Comune di Cisano Bergamasco: il sindaco Antonella Sesana ha fatto il punto a 360 gradi davanti a numerosi cittadini preoccupati

Ponte di Brivio, la passerella è una presa in giro: “Costa 8 milioni di euro, Anas ne garantisce 375mila”

La chiusura del ponte di Brivio, prevista per i primi giorni di aprile, paralizzerà Cisano Bergamasco, un paese già alle prese con i cantieri della variante e del raddoppio della linea ferroviaria. Ma le ripercussioni, pesantissime, riguarderanno anche tutto il territorio dell’Isola Bergamasca, da Villa d’Adda fino a Terno.

Davanti a una sala consiliare gremita di cittadini preoccupati, nella serata di ieri, giovedì 5 febbraio 2026, il sindaco Antonella Sesana ha fornito un aggiornamento su quello che c’è da attendersi per i prossimi 15 mesi.

Il sindaco Antonella Sesana

Ponte di Brivio, la presa in giro della passerella

Una concessione c’è stata: la passerella. «Non sarà affiancata all’attuale viadotto, ma di fatto un piccolo ponticello a sé stante, con tanto di piloni. Costo: 8 milioni. Anas ha garantito 375mila euro per lo studio di fattibiltà, il resto si vedrà» ha rivelato la prima cittadina.

Il tracciato ipotetico della passerella del ponte di Brivio

«A Sorico, nell’Alto Lario, c’è un ponte gemello a quello di Brivio, con un camminamento in ferro realizzato come lo avevamo ipotizzato noi. Ci hanno detto che non è possibile farlo».

Il ponte di Sorico, perché identico a quello di Brivio (foto Wikipedia)

Cisano, un Comune paralizzato

«E’ importante che capiate come questo problema ci stia a cuore come cittadini, prima ancora che come amministratori – ha affermato Sesana – Innanzitutto precisiamo che entrambe le sponde su cui insiste il ponte sono nel Comune di Brivio, dunque in provincia di Lecco, ma gli effetti della chiusura peseranno principalmente su di noi. Questo intervento, da 14 milioni di euro, Anas lo ha individuato come manutenzione straordinaria, quindi non c’è santo che tenga: va fatto. I tecnici sostengono che il ponte sia ammalorato, a noi però la perizia non l’hanno mai mostrata: era pericolante tre anni fa, eppure hanno rimandato l’intervento ad aprile 2026 per non interferire con le Olimpiadi, mi viene logico chiedermi se non fosse possibile spostare l’intervento ancora più avanti, ma non ho elementi per sostenerlo».

Sesana, come abbondantemente, ha chiesto di programmare la chiusura del viadotto almeno dopo il termine del cantiere della variante o almeno del raddoppio ferroviario. «Sono andata fino a Roma, mi hanno riso in faccia – ha raccontato – Mi hanno detto che con tutti i soldi che ci danno non dobbiamo lamentarci… Ma cosa ce ne facciamo delle risorse se per mesi e mesi non potremo più vivere? Ammesso che cambierà qualcosa, perché alla fine dei lavori il ponte di Brivio potrà sopportare mezzi da 44 tonnellate. Oggi ne regge 40…».

La richiesta di deviare i tir

Inevitabilmente, da aprile, l’Amministrazione comunale di Cisano dovrà prendere qualche decisione impopolare. «A me dispiace per le aziende, per gli autotrasportatori con i quali mi sono confrontata a lungo e anche per i colleghi sindaci degli altri paesi, ma con il ponte chiuso dovremo impedire ai mezzi pesanti di passare per il centro di Cisano – ha spiegato – Quelli provenienti di Bergamo chiederò di dirottarli già a Ponte San Pietro verso Terno d’Isola, quelli che arrivano da Lecco li devieremo in via Tre Fontane e quindi verso Villa d’Adda: so che così facendo sposto un disagio verso un altro territorio, ma io sono qui per pensare prima di tutto ai cisanesi che stanno già pagando un prezzo altissimo».

Le tempistiche di realizzazione dell’opera, almeno quelle, sembrano certe. «Anas ha affidato direttamente l’opera a un’azienda seria di Treviso, la chiusura prevista è di 15 mesi ma ci hanno assicurato che proveranno a farcela entro un anno – ha confermato Sesana – Io sto lottando e continuerò a farlo alla ricerca di soluzioni, ma è frustrante avere a che fare con chi non ci vuole ascoltare. Se servisse a qualcosa incatenarsi al ponte sarei la prima a farlo, ma purtroppo sarebbe inutile farlo».