Attualità
Bilancio positivo

Parco del Curone, nel 2021 molti interventi sui corsi d'acqua

Per contrastare e limitare i fenomeni erosivi lungo le sponde e, dove possibile, dare una forma più naturale al letto dei fiumi

Parco del Curone, nel 2021 molti interventi sui corsi d'acqua
Attualità Meratese, 01 Gennaio 2022 ore 09:21

Numerosi interventi sui corsi d'acqua, ma non solo. E' ricco il bilancio del 2021 del Parco del Curone, che in occasione dell'inizio del 2022 guarda ai dodici mesi appena trascorsi con parecchia soddisfazione.

Parco del Curone, un 2021 ricco di interventi

"Nel 2021 lungo i principali corsi d’acqua del Parco (Curone, Molgoretta e Lavandaia) sono stati realizzati numerosi interventi per contrastare e limitare i fenomeni erosivi lungo le sponde e, dove possibile, dare una forma più naturale al letto dei fiumi - ha affermato il presidente Marco Molgora tracciando un bilancio degli interventi di natura idrogeologica nel Parco -  In alcuni tratti è stato necessario consolidare le sponde realizzando opere di ingegneria naturalistica (disciplina tecnica che utilizza le piante vive in abbinamento a materiali inerti, quali ad esempio legname e pietrame). Ad opere terminate sono state piantate diverse talee (parti del fusto che radicano e generano una nuova pianta), prevalentemente di salice e/o piantine arboree e arbustive di specie indigene, idonee al microclima umido dei corsi d’acqua".

Contributi da enti terzi

Interventi che l'ente è riuscito a finanziare con contributi da enti terzo. "Gli interventi sono stati finanziati con contributi provenienti dal Piano di Sviluppo Rurale 2014- 2020, ma anche con finanziamenti privati del fondo Cariplo. Complessivamente l’Ente Parco ha beneficiato di contributi per circa 390.000 euro. Anche nei boschi di proprietà del Parco sono stati effettuati nel corso dell’anno diversi interventi di miglioramento boschivo allo scopo di prevenire danni da incendio e dissesto idrogeologico (frane e smottamenti) e di incrementarne i valori naturalistici. Per prima cosa è stata attuato un forte decespugliamento del fitto e spesso impenetrabile tappeto di rovo, con la duplice funzione di ridurre la quantità di materiale infiammabile e di favorire la crescita delle giovani piante delle specie indigene. In alcuni luoghi, a causa di eventi atmosferici avversi, era a finita terra una gran quantità di legname che è stata rimossa. Il taglio delle piante vive in piedi ha interessato esclusivamente quelle danneggiate o senza futuro e le specie esotiche di carattere infestante. Anche gli interventi forestali sono stati finanziati con specifici contributi (PSR, Cariplo) per complessivi 215.000 euro".
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