L'intervento

Nuovo Ponte San Michele, Patto per il Nord: “Lobati e Rfi ignorano l’Europa e condannano il territorio”

Il movimento denuncia il tradimento degli interessi lombardi e la violazione dei corridoi strategici europei: a rischio fondi e sviluppo.

Nuovo Ponte San Michele, Patto per il Nord: “Lobati e Rfi ignorano l’Europa e condannano il territorio”

Nuovo Ponte San Michele, Patto per il Nord: “Lobati e Rfi ignorano l’Europa e condannano il territorio. Uno schiaffo ai corridoi TEN-T”. Il movimento politico Patto per il Nord ha voluto esprimere profondo sgomento e ferma condanna per la superficialità con cui è stata gestita l’audizione in Commissione Territorio regionale relativa al futuro del nuovo ponte sull’Adda tra Calusco e Paderno.

Nuovo Ponte San Michele, Patto per il Nord: “Lobati e Rfi ignorano l’Europa e condannano il territorio”

“Apprendiamo con sconcerto che il Presidente della Commissione, Jonathan Lobati, si è limitato a giustificare quanto RFI ha ‘cucinato’ per il territorio lombardo, avallando la definitiva bocciatura della proposta dei sindaci e dei cittadini. La scelta di costruire un’unica struttura mista parallela allo storico San Michele non è solo un errore logistico, è il preludio a un pesante contenzioso con l’Europa”  spiegano dalla segreteria federale del partito.

Patto per il Nord sottolinea come il progetto avallato da RFI rischi di smantellare quanto previsto in sede comunitaria per le infrastrutture TEN-T (Rete Trans-Europea dei Trasporti), pilastro della mobilità continentale che non può essere ignorato per calcoli locali. Dei nove grandi corridoi europei, ben quattro interessano l’Italia e, nello specifico, il cuore produttivo della Brianza e della bassa bergamasca.

“Ci chiediamo se Lobati si renda conto della gravità della sua posizione: ignorare i corridoi strategici europei significa mettere i bastoni tra le ruote allo sviluppo del Nord – proseguono dal partito – Chiediamo al Ministro degli Esteri Antonio Tajani se intenda tollerare che un suo rappresentante locale sconfessi le direttive europee che lui stesso è chiamato a difendere a Bruxelles, da sempre così attento a non urtare le volontà dell’Europa in tutte le sue forme. Come si concilia la linea del Ministro con questa scelta regionale che rischia di isolare un quadrante fondamentale del Paese?”.

“Sebbene RFI preveda che il nuovo ponte debba essere pronto entro il 2034, la decisione di ignorare lo spostamento di un paio di chilometri più a sud condannerà i centri abitati a un raddoppio del traffico e a un impatto viabilistico insostenibile per la vita dei cittadini. Non bastano i concorsi internazionali di progettazione per nascondere la realtà: si è scelta la via più pigra o, forse, si è preferito tutelare interessi che non hanno nulla a che fare con il bene comune, blindando una decisione inaccessibile al confronto democratico a scapito di alternative più logiche”, conclude Patto per il Nord. “Questa ostinata chiusura è inaccettabile. Esigiamo che la Regione sospenda l’iter e apra immediatamente un tavolo di confronto con Bruxelles e i sindaci del territorio per evitare uno scempio irreversibile. Il Nord non può permettersi infrastrutture ‘di ripiego’ figlie di scelte calate dall’alto che ignorano i grandi corridoi internazionali”.