IL DIBATTITO

Nuovo ponte San Michele, i sindaci: “percorribile la soluzione 2 chilometri più a sud “

Nel giorno del tavolo tecnico per lo studio del traffico derivante dalla realizzazione del nuovo ponte San Michele, i sindaci del territorio hanno deciso di tornare a far sentire la propria voce

Nuovo ponte San Michele, i sindaci: “percorribile la soluzione 2 chilometri più a sud “

Nuovo ponte San Michele, i sindaci: “percorribile la soluzione 2 chilometri più a sud “. Oggi, mercoledì 25 febbraio 2026, nel giorno dell’incontro tra le Province di Lecco, Bergamo e Monza Brianza e RFI e Regione Lombardia al tavolo tecnico per lo studio del traffico derivante dalla realizzazione del nuovo ponte San Michele, i sindaci del territorio hanno deciso di tornare a far sentire la propria voce.

Nuovo ponte San Michele, i sindaci: “percorribile la soluzione 2 chilometri più a sud “

“Regione ha di nuovo scelto di non coinvolgere i Comuni, anche quelli più direttamente interessati, a questo tavolo tecnico – fanno sapere Gianpaolo Torchio, sindaco di Paderno d’Adda, Danilo Villa, sindaco di Verderio, Marco Magni, sindaco di Robbiate e Fabio Vergani, sindaco di Imbersago – Nelle scorse settimane, la Provincia di Lecco ha svolto alcuni incontri e chiesto a noi e agli altri Comuni che stanno contribuendo allo studio del traffico di esprimere criticità e proposte da portare al tavolo.

Nel corso delle riunioni Paderno d’Adda, Verderio, Robbiate e Imbersago hanno costantemente ribadito la propria netta contrarietà al posizionamento del nuovo ponte in stretto affiancamento al San Michele.

“Riteniamo che la scelta non lasci spazio a soluzioni sostenibili né per la gestione del traffico viario, né per la possibilità che un consistente traffico ferroviario merci transiti per i centri abitati, né per l’impatto paesaggistico sul ponte San Michele e la valle dell’Adda” aggiungono.

“Abbiamo ribadito che riteniamo percorribile la proposta da noi portata al dibattito pubblico di una connessione viaria tra Paderno e Calusco spostata a meno di due kilometri più a sud, troppo velocemente rifiutata – proseguono – Non di meno, non ci siamo sottratti al confronto sulle ipotesi di studio messe in campo dalla Provincia, che per i nostri comuni spaziano dalla realizzazione di nuove strade al mantenimento della viabilità esistente”.

Poi la chiosa: “Ipotesi su cui abbiamo chiesto vengano svolti studi approfonditi e comparativi valutandone gli effetti non solo sulla viabilità, ma anche sotto il profilo ambientale, urbanistico, acustico, della qualità dell’aria e del paesaggio. Anche di fronte ai peggiori scenari è nostro compito non dare spazio all’alibi, già più volte richiamato, che l’assenza di soluzione possa dipendere dalla indisponibilità delle nostre amministrazioni al confronto istituzionale. Confronto, da noi più volte richiesto e invocato a cui da parte di Regione sono state date ben poche risposte”.