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Nameless 2026, manca un mese: come raggiungerlo e dove parcheggiare

Parcheggi dislocati a Civate, Calolzio, Pescate, Vercurago e Olginate: massima attenzione alle esigenze di residenti e associazioni sportive

Nameless 2026, manca un mese: come raggiungerlo e dove parcheggiare

Parcheggi dislocati da Civate a Calolzio, includendo Pescate, Vercurago e Olginate, e la massima attenzione alle esigenze di residenti e associazioni sportive. L’assessore all’Attrattività, Giovanni Cattaneo ha in tasca il Piano di Sicurezza in vista del Nameless che si terrà a Lecco, al al Bione dal 30 maggio al 1° giugno 2026.
«Da come si sta configurando, questa iniziativa, è un esempio della città che cresce – l’esordio di Cattaneo – Si tratta di un evento internazionale che ritorna a Lecco e coinvolge tanti soggetti. So che ci sono alcune perplessità ed è giusto tenere in conto tutte le possibili preoccupazioni. A chi mi chiede se nel realizzarlo al Bione, in questa forma, stiamo facendo del nostro meglio per prevenire eventuali criticità posso rispondere: sì, con determinazione. Arriveremo assolutamente preparati al Nameless».

Nameless 2026, manca un mese: come raggiungerlo e dove parcheggiare

«Certo, sono stati coinvolti tanti uffici comunali: l’area del Patrimonio, dei Lavori pubblici, della Mobilità con la Polizia locale, il settore della Viabilità e della Sosta, l’ufficio Ambiente, fino a quello che ha in capo gli Eventi per la parte più organizzativa. Non siamo soli a pianificare il Nameless tanto più che l’organizzatore ha messo in campo una serie di professionalità che hanno gestito eventi internazionali. Naturalmente si tratta di una rassegna che impatta in maniera importante sul territorio e bisogna avere grande attenzione».

L’assessore Giovanni Cattaneo di Lecco

Qual è la sua ricetta per contenere eventuali problematiche?

«Non c’è alcuna ricetta ma ci sono tre priorità. Prima di tutto dobbiamo accompagnare le società sportive nella gestione delle settimane in cui l’evento coinciderà con il loro programma. E’ vero che alcune associazioni avranno già terminato l’attività, ma per altre continuano gli allenamenti e le gare ed è possibile che per qualcuna ci siano i play off. Coinvolgendo il gestore, io e l’assessore allo sport Emanuele Torri, abbiamo fatto (passatemi il termine) un lavoro di fino per capire fin dove arriva l’occupazione dei campi e con quale cronoprogramma. Anche l’area più prossima al Bione sarà usata per l’evento quindi nella settimana dal 30 al 1° giugno, pur garantendo l’accesso alla piscina, gli avventori dovranno lasciare l’auto al Palataurus e raggiungeranno il centro sportivo con le navette».

E la seconda priorità?

«Minimizzare l’impatto sui residenti. Ovviamente ci saranno dei disagi ma va detto che nei tre giorni il Nameless inizierà al pomeriggio alle 14 e si concluderà tassativamente entro la mezzanotte. Il disturbo sonoro sarà all’interno di questa finestra. Inoltre, l’arrivo del pubblico sarà diluito nell’arco del pomeriggio. La manifestazione sarà più frequentata dopo le 18. Sappiamo che sabato 30 ci sarà Calvin Harris che è uno dei dj e cantautori scozzesi più famosi al mondo e quindi probabilmente sarà la giornata più frequentata».

Quante persone sono attese?

«Le previsioni degli organizzatori indicano una presenza di 30mila persone il primo giorno e poi di 22/25mila per ciascuna delle giornate successive. Il numero degli spettatori non si assomma perché spesso sono gli stessi che hanno frequentato le giornate precedenti».

Parliamo del piano parcheggi, dove saranno collocati i posto auto?

«Abbiamo un piano parcheggi molto articolato che sarà presentato non appena definitivo. Si è creata una bella sinergia per valorizzare aree già presenti in città e in quelle più vicine, come Pescate, Calolzio, Olginate e Vercurago. Sono state messe a disposizione aree anche a Civate che saranno attivate se necessario. I silos resteranno a pagamento».

E come pensate di fare per ridurre il disturbo per i lecchesi?

«Metteremo in atto una gestione dell’arrivo dei partecipanti, considerando che chi avrà deciso di soggiornare in città si avvicinerà al Bione a piedi. Lo stesso faranno i lecchesi e chi risiede nei Comuni limitrofi che preferiranno sempre una mobilità leggera. Chi giungerà dall’area milanese lo farà principalmente in auto e per questo è stata approntata tutta una rete di percorsi presidiati in collaborazione con le forze dell’ordine per distribuire i posteggi in un’area vasta da Calolzio a Civate. Su questo aspetto e sul tema della viabilità, è stato istituito un tavolo di lavoro che sta affinando gli ultimi dettagli».

E il terzo tema?

«Riguarda la domanda che spesso ci viene posta: “Perché ospitate questa manifestazione?”. La mia risposta è che abbiamo accolto la richiesta del Nameless perché nostro obiettivo è quello sostenere una proposta di qualità rivolta ai giovani. Ci siamo fatti carico di tutti gli oneri di gestione di questo importante evento proprio perché riteniamo che sia bello offrire un evento di livello ai ragazzi sia del nostro territorio che delle altre aree».

Pensa che il Nameless avrà un ritorno economico per Lecco?

«Sì, credo che l’evento avrà un importante ritorno economico sul territorio. Certamente la rassegna va inserita in una strategia più ampia di valorizzazione della città che sta cambiando. Stiamo lavorando anche per mettere in condizione l’Amministrazione che verrà di avere un palco alla Piccola. E abbiamo investito risorse economiche per dare continuità al palco galleggiante sul lungolago nel mese di settembre. Sono proposte in linea con quello che accade oggi in Lombardia e sul lago di Como».

Quali aree del Bione saranno occupate e da quando?

«Circa quindici giorni prima del Nameless sarà occupata l’area dove ci sono state fino ad oggi le giostre. Poi piano piano sarà utilizzato lo spazio tra la pista d’atletica e quella di pattinaggio, dove sarà montato il palco principale. Quindi progressivamente saranno installate le altre strutture e allestiti gli spazi accessori, come il ristoro, i servizi igienici e le zone interdette per motivi di sicurezza. Sarà come vedere, giorno per giorno, accendersi delle luci su un’immaginaria piantina del Bione. Più ci si avvicinerà al 30 maggio più il centro sportivo si vestirà per l’evento. Dal 30 in poi alcune aree non saranno più utilizzabili».

Quanti saranno i palchi?

«Saranno quattro: uno sull’area tra la pista atletica e il pattinaggio, uno sull’area eventi, uno sul campo 3 e l’ultimo, più piccolo, fra campo 2 e campo 3».

Quando la città e gli atleti potranno riprendere possesso del centro sportivo?

«Dal 2 giugno gli organizzatori inizieranno a smobilitare le strutture con l’impregno di liberare la quasi totalità degli spazi entro il 6 giugno. Il tutto con l’obiettivo di consentire a giugno, a chi deve usare il centro sportivo, di riprendere l’attività».

Non avete paura che al termine dell’evento il Bione possa uscirne devastato?

«Abbiamo attivato tutte le procedure affinché ci sia un impegno, anche formale, a restituire i luoghi nello stato di fatto. Verrà sottoscritto un verbale prima dell’allestimento dei palchi, con tutte le garanzie. Se ci sarà qualcosa di non integro dovrà essere ripristinato. Chi fa questo lavoro è abituato ad operare in strutture complesse come San Siro e l’Olimpico. Perciò no, non temiamo atti di vandalismo».

Ma saranno in tanti anche a “calpestare” la pista e i campi…

«Saranno prese delle precauzioni come la copertura della pista d’atletica e delle aree di passaggio. Inoltre saranno rimosse e poi ripristinate le recinzioni e alcune attrezzature».

Lei andrà al Nameless?

«Certamente! Dopotutto grazie ai miei figli ascolto tanta musica».