Attualità
Piazza Prinetti

Merate: un flash mob contro la violenza sulle donne

Il momento è stato il culmine di una serie di iniziative

Merate: un flash mob contro la violenza sulle donne
Attualità Meratese, 27 Novembre 2021 ore 15:44

Un corteo funebre che incede solenne e silenzioso accompagnato dall’intenso «Cum dederit», il brano tratto dal Salmo 126 musicato da Antonio Vivaldi. Centoventi persone - donne, uomini e studenti e studentesse del liceo Agnesi e dell’istituto Viganò - disposti su due file e vestiti di nero. Sul volto una mascherina nera con disegnata sopra una X rossa a simboleggiare il silenzio nel quale le donne sono costrette a subire violenze e soprusi. Intorno un’atmosfera surreale spezzata solo dalle note di Vivaldi e dalla struggente voce di una cantante soprano. Una manciata di minuti per percorrere pochi metri, e al rullo di due tamburi strappare e gettare per terra la mascherina dal volto e rivelarne un’altra con scritto sopra «Ora Basta!». E alzare le mani sporche di sangue al cielo e urlare uno dopo l’altra: «Ora Basta!».

Merate: un flash mob contro la violenza sulle donne

Così, con questo breve ma intenso flash mob messo in scena sabato 27 novembre in piazza Prinetti, il movimento «Ora Basta!» ha voluto denunciare tutto l’immenso dolore che si nasconde dietro ogni femminicidio. «Questo flash mob conclude una lunga serie di iniziative volte ad accendere i riflettori, e a riflettere insieme, soprattutto con i giovani, sull’enorme problema rappresentato dalla violenza sulle donne - ha commentato soddisfatta a conclusione della manifestazione Amalia Bonfanti, presidente dell’Altra Metà del cielo - Telefono Donna di Merate - Al corteo hanno partecipato quest’anno anche diversi studenti dell’Agnesi e del Viganò che grazie alla sensibilità delle loro insegnanti hanno condotto un lavoro molto importante sul tema della violenza di genere e partecipato a degli incontri con la nostra associazione».

Emergenza violenza domestica

Purtroppo il numero delle donne che si rivolgono al Telefono Donna in cerca di aiuto sono in drammatica crescita. «L’aumento delle presenze nelle nostre case rifugio è esponenziale: nel picco dell’emergenza siamo state costrette ad attivare altre tre case per un totale di nove attualmente operanti in collaborazione con Casa Amica e L’Arcobaleno. Basti pensare che in passato avevamo una media di 12-15 donne assistite all’anno; quest’anno nelle case di prima accoglienza ne abbiamo avute 24 con 27 minori e 6 con 9 minori nelle case di seconda accoglienza».

10 foto Sfoglia la gallery

 

 

Necrologie