Villa Confalonieri ospita «Dialogo con il vuoto. L’opera di Antonio Scaccabarozzi», mostra dedicata all’artista nato in città nel 1936 e scomparso nel 2008.
La sua ricerca ha attraversato oltre cinquant’anni di arte contemporanea, con una fama costruita soprattutto in Europa. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’assessorato alla Cultura e l’Archivio Antonio Scaccabarozzi.
«Ha un forte legame con Merate, ma un respiro internazionale. Vogliamo riportarlo qui per parlare soprattutto dell’artista», ha spiegato l’assessora alla Cultura Patrizia Riva.
Merate celebra Scaccabarozzi, in Villa Confalonieri la mostra «Dialogo con il vuoto»
Il percorso. Curata da Elisabetta Parente, la mostra propone poche opere, in parte mai esposte, scelte per dialogare con gli spazi della villa. Il filo conduttore è il vuoto, inteso non come assenza ma come elemento che entra in relazione con colore, luce e ambiente. Si va dai cicli «Fustellati», «Incavi» e «Prevalenze» alle indagini sulla misura, fino ai materiali trasparenti come il polietilene e alle «Velature», dove l’artista torna alla pittura a olio.

L’incontro del 20 ottobre. La conferenza è il primo appuntamento di un progetto più ampio, che nel 2027 proseguirà in altre regioni, a partire dalla Toscana. Ripercorrerà il vuoto nella storia dell’arte occidentale e si chiuderà con un confronto diretto con alcune opere. «Ci chiederemo se il vuoto appartenga all’arte o alle arti», ha anticipato la curatrice.
L’Archivio. L’associazione senza scopo di lucro, nata dopo la morte dell’artista, ha organizzato oltre cento mostre dal 2008. «Antonio viene a volte considerato un pittore naif, ma aveva studiato», ha ricordato la moglie e presidente Anastasia Rouchota Scaccabarozzi.
Per Riva la mostra ha un doppio valore approfondisce la ricerca dell’artista e rilancia Villa Confalonieri come luogo espositivo.