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Letizia Moratti inaugura l'hospice Resegone

La vicepresidente di regione Lombardia a Lecco questo pomeriggio per il "battesimo" del nuovo reparto al secondo piano dell'ospedale Manzoni.

Attualità Lecco e dintorni, 04 Marzo 2022 ore 18:48

Inaugurato questo pomeriggio l'hospice "Resegone", reparto di cure palliative interno all'ospedale Manzoni di Lecco. Madrina al taglio del nastro Letizia Moratti, vicepresidente di Regione Lombardia, nonché assessore al Welfare regionale. Con lei anche monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontifica Accademia per la Vita.

Hospice Resegone, Favini: "Struttura che completa la filiera del Difra di Lecco"

A far gli onori di casa, il dottor Paolo Favini, direttore generale dell'Asst Lecco. Ringraziamenti non solo di circostanza quelli espressi a Letizia Moratti, che lo scorso luglio aveva accolto l'istanza della Direzione Strategica dell'azienda lecchese, stanziando il finanziamento necessario all'allestimento e apertura del servizio che consente cure appropriate nel fine vita. "Un servizio che chiude la filiera della presa in carico del paziente da parte della sanità pubblica" ha spiegato il dg. Ringraziando quindi i vertici operativi dell'azienda  hanno curato di persona la realizzazione dell'Hospice rispettando, da "buoni lecchesi e lombardi", i tempi concordati.

Il contributo di Actm: l'arredo completo del reparto

Ringraziamento particolare all'associazione Acmt (per la cura dei malati in trattamento palliativo), Odv nata 25 anni su iniziativa del Soroptmist  Club di Lecco. Francesca Biorcio Mauri, la presidente,  ha spiegato come il sodalizio, avuta notizia della volontà di aprire l'Hospice dentro il Manzoni, abbia assunto con entusiasmo il  compito di finanziarne l'arredo, sia le stanze che lo compongono, sia gli spazi comuni. "Riteniamo che questa iniziativa sia il coronamento dell'attività di assistenza ai malati in trattamento palliativo che costituisce la ragion d'essere di Acmt. Oggi è una giornata importante che rimarrà quale pietra miliare nel nostro percorso".

Francesca Mauri Biorcio presidente di Acmt

L'incarico di arredare l'Hospice è stato assunto dall'architetto lecchese Giulia Torregrossa, membro del sodalizio. "Solidarietà e competenza a servizio di chi soffre" è del resto il motto di Acmt. "Speriamo di aver creato un luogo funzionale sia per i degenti che per gli operatori sanitari, un luogo che sia punto di accoglienza anche per chi deve assistere i malati" ha auspicato la professionista.

Architetto Giulia Torregrossa

Hospice, struttura che completa il Difra di Lecco

L'hospice Resegone, come anticipato da Favini, va a completare una   rete territoriale già robusta e strutturata  per la presa in carico dei pazienti fragili. Oltre alle cure palliative domiciliari  sul territorio, a Airuno, esiste da anni l'Hospice "Il nespolo", una eccellenza creata dalla Fondazione Fabio Sassi. Il dottor Gianlorenzo Scaccabarozzi, direttore del Difra (Dipartimento delle Fragilità) dell'Asst di Lecco ha spiegato perché sia importante  avere un hospice dentro l'ospedale: "Alta è la percentuale di malati cronici, in fase avanzata e terminale, che si rivolge ai nostri ospedali per problemi clinici che si presentano in maniera acuta. Queste persone rimangono a morire qui. Sono circa 500 i decessi al Manzoni ogni anno. L'hospice nasce per questo: per accogliere questi malati in un contesto accudente, in grado di controllare i sintomi che determinano la loro sofferenza, ma anche di coinvolgerli cn i loro famigliari nelle scelte dei trattamenti. Una struttura capace di garantire benessere emotivo, la vicinanza ai propri cari, una buona relazione con i sanitari, il conforto religioso e spirituale. In breve di dare dignità al percorso di fine vita".

Dr Gianlorenzo Scaccabarozzi direttore Difra Dipartimento della Fragilità rete locale Cure palliative Asst Lecco

Monsignor Paglia: "Cure palliative, una nuova medicina che  non lascia solo nessuno"

Monsignor Paglia ha parlato della fragilità umana.  Prima però ha sottolineato la soddisfazione per l'inaugurazione in Italia della prima cattedra universitaria dedicata allo studio delle cure palliative. "In Italia abbiamo un buona legge che regola le cure palliative, ma la loro importanza e significato non è ancora compresa a fondo. Non si tratta soltanto di consentire un percorso di fine vita in assenza di dolore" ha detto il prelato. "La pandemia che ora tendiamo a dimenticare, quasi scalzata dall'orrore di una guerra  insensata, ci ha fatto scoprire una nuova dimensione: siamo tutti fragili, nessuno escluso. La coscienza della fragilità è diventata il punto di partenza per costruire una società più umana, riscoprendo l'indispensabile responsabilità reciproca, degli uni per gli altri. Perché tra Narciso e Prometeo non si va da nessuna parte. Le cure palliative fanno meglio  comprendere la necessità di prendersi cura gli uni degli altri. E' una medicina diversa da quella che, nutrendosi di una illusione di onnipotenza, fa un passo indietro e si ritira allorché non scorge alcuna possibilità di vittoria. E' una medicina che non abbandona mai alcuno, ma cura e accompagna fino alla fine". Per questo monsignor Paglia, ha elogiato come esemplare il reparto Hospice Resegone nato a Lecco. "Una bella stella in Lombardia".

Monsignor Vincenzo Paglia, presidente Pontificia Accademia per la Vita

Moratti: "Questo hospice realizza la visione della Riforma sanitaria lombarda"

La parola è quindi passata a Letizia Moratti che ha elogiato lo straordinario rispetto dei tempi concordati con Asst Lecco per l'apertura dell'Hospice.  "Questo reparto realizza perfettamente la visione della Riforma sanitaria lombarda, che mette al centro la cura delle persone, non delle loro malattie. La minuziosità della progettazione e la delicatezza degli ambienti testimoniano grande attenzione per i pazienti e i loro famigliari , assistendoli nel miglior modo possibile nel momento più drammatico che segna la nostra comune condizione umana". L'assessore al Welfare ha ricordato la nuova articolazione delle strutture della sanità lombarda , dalle cure domiciliari, alla Casa di Comunità, ai centri ospedalieri:  "Il paziente  deve trovare appropriatezza di cura nei luoghi giusti". La rete lombarda delle cure palliative al momento conta 72 hospice con 824 posti, un hospice pediatrico, 181 unità di cure palliative.

Letizia Moratti, vicepresidente Regione Lombardia e assessore regionale al Welfare

E ancora: "Il rispetto della dignità delle persone che vi traspare ha tanto più valore in un momento storico come l'attuale in cui la guerra, dove si esprime  il massimo disprezzo per la vita umana, è tornata a minacciare il nostro futuro. Ringrazio tutta la comunità lecchese che ha contribuito in vario modo a questo progetto di alto valore civile ed etico, i progettisti, l'associazione Actm, l'Asst Lecco e i suoi operatori".

In chiusura Letizia Moratti ha voluto esprimere un auspicio personale per farne un impegno: "Ottenere una cattedra universitaria di cure palliative in Lombardia, tra Lecco e Monza, in Bicocca".

Nell'Hospice Resegone al secondo piano del Manzoni

Dopo i discorsi nell'aula magna del Manzoni,  il taglio del nastro, la benedizione impartita da monsignor Paglia e il tour nel nuovo reparto, situato al secondo piano  dell'ospedale Manzoni. A illustrare le scelte di interior design, l'architetto Giulia Torregrossa. Rimandiamo alla carrellata di foto la descrizione.

 

 

 

 

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