“In data odierna il Comune è rientrato in possesso dell’immobile di via Cadorna 8”. Con questo messaggio stringato l’Amministrazione comunale ha annunciato lo “sgombero” della moschea di Costa Masnaga. Dietro questa comunicazione essenziale si chiude una vicenda lunga anni, segnata da contenziosi amministrativi, verifiche urbanistiche e interventi giudiziari che hanno coinvolto il fabbricato situato nel territorio comunale.
L’operazione è stata eseguita nelle prime ore della giornata di oggi, mercoledì 22 aprile 2026, quando un consistente numero di pattuglie dei Carabinieri e della Polizia di Stato si è presentato davanti all’edificio per dare attuazione all’ordinanza comunale. Le attività si sono svolte in un clima di assoluta tranquillità, senza criticità né momenti di tensione.
L’immobile di via Cadorna 8 era utilizzato da oltre trent’anni dall’associazione “La Speranza” come luogo di culto e punto di riferimento per la diffusione della cultura islamica, nonostante la destinazione urbanistica ufficiale prevista dal Piano di Governo del Territorio lo indicasse come deposito a uso produttivo.
La vicenda ha origine nel 2019, quando un sopralluogo del Comune aveva rilevato interventi edilizi ritenuti non conformi, finalizzati alla trasformazione dell’edificio in luogo di culto. Da lì era scattato l’ordine di ripristino dello stato dei luoghi, rimasto però inevaso. La mancata esecuzione ha determinato nel tempo una serie di conseguenze amministrative e legali che hanno consolidato la posizione dell’ente.
Negli anni successivi il contenzioso è proseguito, con diverse pronunce favorevoli al Comune e ulteriori diffide formali rivolte agli occupanti. Un primo tentativo di sgombero, nel luglio 2025, non aveva avuto esito positivo.
La svolta è arrivata con l’ordinanza comunale emanata nei mesi scorsi, che oggi ha trovato piena esecuzione grazie all’intervento coordinato delle forze dell’ordine.
Nel dicembre 2024 il Consiglio comunale aveva inoltre scelto di non procedere alla demolizione delle opere contestate, destinando invece l’edificio a futuri usi pubblici, tra cui sede operativa della Protezione Civile.
Con l’atto odierno, l’amministrazione guidata dal sindaco Sabina Panzeri riacquisisce formalmente l’immobile, chiudendo una lunga fase di confronto istituzionale e giudiziario. Resta ora da definire la nuova destinazione della struttura
