“Hai saputo trasformare la tua malattia in una pagina di Vangelo”. La comunità di Missaglia, nella mattinata di domenica, ha salutato e reso omaggio a don Carlo Pirotta, con una cerimonia molto partecipata e sentita. Dopo quattro anni passati al servizio della cittadinanza e dei fedeli, don Carlo lascia il suo ministero per complicanze dovute alla Sla, che non gli permettono più di sostenere il carico di lavoro. In sua sostituzione arriverà don Carlo Leo, originario di Brivio.
“Hai saputo parlare con tutti”
La comunità pastorale, durante la messa, ha voluto ringraziare don Carlo con un sentito messaggio.
“Hai saputo trasformare la sofferenza in un esempio, la malattia in una pagina di Vangelo. In questi anni di scelte complicate, azioni concrete e quasi mai semplici, che spesso hanno fatto discutere, tu hai saputo parlare a tutti, anche attraverso nuovi canali e modalità, o grazie alla tua ironia. Per questo, porteremo con noi ciò che ci hai insegnato nel corso del tempo trascorso insieme, e lo custodiremo assicurandoti sempre la nostra vicinanza”.
“Salutiamo il nostro timoniere”

Nel corso dell’omelia pronunciata da don Walter Cazzaniga, amico e coscritto di don Carlo, è stata sottolineata la natura errante degli uomini.
“Come nel Vangelo secondo Giovanni, anche noi vorremmo avere a disposizione delle barche per incontrare Dio: noi siamo suoi cercatori. Ma se nel racconto evangelico l’indagine assume tinte fisiche, geografiche, è invece la ricerca spirituale che si rivela più difficile, perché meno fruttuosa e immediata. Ma Dio esiste anche nell’immediatezza, il suo volto compare in quello di chi ci sta accanto. E oggi, in questa giornata così bella ma anche così triste, stiamo per salutare il nostro timoniere e capitano. Ne abbiamo fatta di strada, nelle giornate di sole e in quelle di tempesta, ma con sempre chiaro in mente l’obiettivo e la ricerca del Signore”.
Messaggi da tutta la comunità
Anche i rappresentanti delle scuole di Missaglia hanno voluto ricordare cos’ha fatto don Carlo per la comunità, ringraziandolo con sincero affetto e stima collettiva; messaggio a cui si sono aggiunti anche i volontari della parrocchia, che ricordando i prolungati momenti di assenza per via della malattia, ci hanno tenuto a sottolineare che l’intera comunità ha continuato a pregare per lui e con lui.
Durante i saluti finali, don Carlo ha ricordato come abbia sempre cercato di essere la parola di Dio, a metà tra un dialetto che non ha bisogno di traduzioni e un sincero affetto che traspariva dalle sue parole. A conclusione delle celebrazioni, don Carlo è stato omaggiato con un lungo applauso da parte dei tanti fedeli presenti, sintomo di una grande stima nei suoi confronti e della volontà di trasmettergli una forte vicinanza e sostegno in questo periodo di malattia.