Dopo la movimentata giornata vissuta ieri, 20 ottobre, dalla città di Lecco ma in generale da tutte le famiglie del territorio preoccupate per l’allarme per i possibili scontri di piazza, il dirigente dell’istituto Alessandro Greppi di Monticello Brianza, Dario Crippa, ha voluto esprimere il proprio orgoglio agli studenti che si sono recati regolarmente a scuola.
“Considerando tutto quello che è successo negli scorsi giorni, desidero come Dirigente, esprimere il mio più profondo orgoglio per tutti gli studenti e le studentesse dell’Istituto Greppi che ieri, superando le inquietudini di diversi messaggi diffusi sui social, si sono presentati a scuola” ha dichiarato il preside.
L’orgoglio del preside dell’istituto Greppi
“Non avete avuto paura: la vostra presenza in aula numerosa (95%), é la testimonianza più bella di fiducia nel futuro e la dimostrazione che la luce della scuola e della comunità sarà sempre più forte di qualsiasi ombra negativa – esprime il preside, aggiungendo – Siete un esempio per tutti noi e la promessa di un futuro migliore”.
Lecco blindata, molti studenti sono rimasti a casa
Ieri, 20 ottobre, molti studenti delle scuole superiori non sono andati a scuola a causa di messaggi intimidatori che si sono rivelati delle fake news che annunciavano l’arrivo di bande di “maranza” per compiere violenze su ragazzi e ragazze e assalire gli istituti scolastici.
L’allarme ha avuto conseguenze importanti sulla quotidianità di molte famiglie lecchesi. Lecco, già dal mattino presto, era blindata: le forze dell’ordine hanno presidiato le zone più strategiche della città, come la stazione ferroviaria, il centro commerciale Le Meridiane e gli istituti superiori Badoni e Parini.
Ieri la città era divisa in due: da un lato, zone tranquille dove i commercianti svolgevano regolarmente le loro attività, mentre dall’altro zone presidiate dalle forze dell’ordine.
Il sindaco di Lecco, Filippo Boscagli, si è espresso in merito alla situazione: “Non è in ogni caso accettabile essere ostaggio della paura in casa propria, e di fronte alla paura pensare che sia giusto smettere di vivere o non far vivere i nostri figli”.
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