Dalla fine di marzo il territorio entra ufficialmente in una fase delicata sul fronte della prevenzione incendi. La Comunità Montana Lario Orientale e Valle San Martino ha infatti reso noto che, su disposizione di Regione Lombardia, è stato dichiarato lo stato di alto rischio di incendio boschivo a partire dal 31 marzo 2026.
Allerta incendi boschivi: divieti assoluti e controlli rafforzati sul territorio
Una misura che comporta restrizioni molto precise e che punta soprattutto sulla responsabilità dei cittadini. “In questo periodo la prevenzione è fondamentale: basta una disattenzione per provocare danni enormi al nostro patrimonio naturale”, sottolinea Antonio Rusconi. “Chiediamo a tutti la massima collaborazione e attenzione”.
Il provvedimento, previsto dalla normativa nazionale e regionale, introduce un divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto nei boschi o entro i 100 metri di distanza. Una regola senza eccezioni, valida su tutto il territorio lombardo per l’intera durata del periodo di rischio.
Non solo: nei Comuni classificati con il livello di rischio più alto – Ballabio, Mandello del Lario, Torre de’ Busi e Valmadrera – le sanzioni per chi viola i divieti saranno particolarmente severe, arrivando fino al triplo rispetto a quelle ordinarie.
Sul campo è già operativa la macchina della prevenzione. I volontari dell’antincendio boschivo hanno posizionato in diversi punti strategici vasche mobili piene d’acqua, fondamentali per il rifornimento dei mezzi aerei in caso di intervento. “Si tratta di presidi essenziali per garantire rapidità ed efficacia nelle operazioni di spegnimento”, spiega Giovanni Bruno Bussola. “Invitiamo tutti a rispettarli e a mantenere le distanze durante le operazioni”.
L’appello delle istituzioni è chiaro: attenzione e tempestività. In caso di avvistamento di focolai o incendi, è fondamentale contattare immediatamente il Numero Unico Europeo per le emergenze, il 112, così da attivare rapidamente i volontari e i soccorsi.
Il sistema di intervento coinvolge un’ampia rete territoriale che comprende, oltre alla Comunità Montana, anche il Parco Monte Barro, il Parco Adda Nord e la Provincia di Lecco, a copertura di numerosi Comuni del territorio.
In un contesto climatico sempre più fragile, la prevenzione resta l’arma più efficace. E, come ricorda Rusconi, “la tutela dei nostri boschi passa anche dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi”.
