la decisione della compagnia telefonica

Iliad porta il comune in tribunale per la nuova antenna

Una vicenda che riapre un confronto acceso e che ricalca da vicino quanto già avvenuto nel recente passato sul territorio meratese

Iliad porta il comune in tribunale per la nuova antenna

Braccio di ferro tra Iliad e il Comune sull’antenna di Novate. La società francese ha infatti deciso di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia per impugnare il no espresso dall’Amministrazione comunale di Merate all’installazione di una nuova stazione radio in via Donatori degli Organi, a poca distanza dal cimitero di Novate.

Iliad porta il comune in tribunale per la nuova antenna

Una vicenda che riapre un confronto acceso e che ricalca da vicino quanto già avvenuto nel recente passato sul territorio meratese. Il procedimento si era aperto lo scorso 20 aprile, quando Iliad Italia aveva depositato negli uffici del Municipio una nuova richiesta di autorizzazione per realizzare un impianto con potenza superiore ai 20 watt. Un’infrastruttura di dimensioni rilevanti, destinata a modificare il profilo del paesaggio circostante.

La mossa ha subito richiamato alla memoria il precedente del 2023 a Sartirana, quando lo stesso operatore aveva tentato di posizionare un ripetitore in via Fontane, nelle immediate vicinanze della Riserva naturale del Lago e di un impianto agricolo.
In quell’occasione, di fronte ai pareri contrari sollevati dalla Commissione Paesaggio e da Arpa Lombardia, la società aveva preferito fare un passo indietro e ritirare spontaneamente la domanda prima della conclusione formale dell’iter.
Questa volta, tuttavia, l’Amministrazione guidata dal sindaco Mattia Salvioni ha scelto di prendere sin da subito una posizione chiara, ribadendo l’incompatibilità dell’impianto con il territorio circostante. Fin dalle prime fasi dell’istruttoria, l’Amministrazione ha fatto presente al gestore che la collocazione proposta non risultava idonea, invitandolo a valutare soluzioni alternative. Il regolamento comunale approvato proprio per evitare la proliferazione incontrollata di ripetitori vicino ad aree sensibili o di pregio, peraltro individua nell’area dell’isola ecologica di via Ca’ Rossa l’unico sito preferenziale idoneo ad accogliere nuove strutture della telefonia mobile.

Al contrario, il testo vieta espressamente la posa di nuovi impianti nei pressi di scuole, strutture sanitarie e zone di elevato valore paesaggistico e ambientale. In linea con queste direttive, gli uffici hanno portato a termine il procedimento con un provvedimento di rigetto. Rigetto confermato anche dalla Commissione per il Paesaggio del 4 giugno scorso, che ha espresso parere non favorevole al progetto.

Lo stop del comune e il ricorso al Tar

Sulla base di questa valutazione e a seguito del successivo preavviso di diniego, il 2 luglio la Conferenza di servizi decisoria si è conclusa con l’adozione del provvedimento finale di rigetto dell’istanza.
Di fronte allo stop, Iliad non sembra però essere intenzionata a rivedere i propri piani e il 16 settembre scorso ha notificato al Municipio il ricorso presentato al Tar di Milano.

Con questo atto, la società telefonica chiede ai giudici amministrativi l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, di tutti i provvedimenti emessi dal Comune, dalla determinazione conclusiva della Conferenza di servizi al parere negativo della Commissione Paesaggio, fino alle note istruttorie e agli atti di indizione della procedura. Il Comune ha risposto senza esitazione, autorizzando il sindaco a costituirsi in giudizio per difendere la legittimità delle decisioni assunte dall’ente.
Per sostenere le proprie ragioni davanti ai giudici del Tar lombardo, l’ente ha affidato l’incarico di rappresentanza legale all’avvocato Riccardo Anania del foro di Milano. La spesa complessiva impegnata per la difesa in giudizio ammonta a 6.200 euro.