Menu
Cerca
In paese non si parla d'altro

Il mistero dei resti umani longobardi che hanno bloccato il cantiere della fibra

Ossa e porzioni di una sepoltura in cui erano stati inumati una mamma con un bambino sono state rinvenute a Beolco, frazione di Olgiate Molgora.

Il mistero dei resti umani longobardi che hanno bloccato il cantiere della fibra
Attualità Meratese, 27 Aprile 2021 ore 16:14

Ossa e porzioni di una sepoltura longobarda in cui erano stati inumati, con ogni probabilità, una mamma con un bambino, forse all’interno di un vero e proprio cimitero sotterraneo nella frazione di Beolco. Non si parla d’altro a Olgiate Molgora, da quando nella giornata di venerdì gli operai a lavoro nel cantiere di OpenFiber, scavando le trincee per la posa della fibra ottica, hanno trovato due femori all’altezza della chiesa della frazione.

Resti umani antichi a Beolco

Una sorpresa per operai e residenti, la cui attenzione è stata completamente catalizzata dal ritrovamento, ma un po’ meno per gli addetti ai lavori, che avevano in realtà messo in conto che si potessero scoprire dei resti umani. «Si tratta di un avvenimento piuttosto comune, soprattutto in prossimità di una chiesa antica come quella di Beolco. Anzi, ci saremmo stupiti di non trovare nulla» spiegano con le mani impegnate a scavare Stefano Cerro e Francesca Capinera del C&V Studio di Archeologia di Milano, che offre assistenza archeologica ad alcune aziende che si occupano della posa della fibra ottica.

Un rinvenimento davvero curioso

Anche il gruppo di maggioranza del sindaco Giovanni Battista Bernocco, nella mattinata di oggi, ha commentato l’evento con un lungo post sulla pagina Facebook ufficiale.

Purtroppo, mancando qualsiasi elemento di corredo nella tomba (monili, gioielli, monete), è difficile che la soprintendenza possa richiedere ulteriori accertamenti. In ogni caso i corpi sono stati messi in sicurezza dagli archeologi e portati in soprintendenza dove saranno analizzati e datati con maggiore sicurezza, mentre lo scavo è stato richiuso.
Un’avventura che speriamo non sia durata solo lo spazio di alcuni giorni ma che ci auguriamo possa portare nuovo interesse sulla zona di Beolco e sul suo inestimabile patrimonio storico e archeologico.
La storia di Aldo e Grauso, fratelli guerrieri del VII secolo a cui è dedicata la preziosa epigrafe conservata nella chiesa, è stata narrata con romantica eleganza da Paolo Diacono nella sua Storia dei Longobardi e richiamata in versi proprio nella lapide marmorea di Beolco: “Uguali per nascita, aspetto, sensibilità, mezzi, disposizione e prestanza, qui riposano i due fratelli Aldo e Grauso che insieme il mondo ebbe famosi e che una sola morte ha rinchiuso sotto una stessa lapide; testé li uccise malamente la spada crudele”.
Grazie a molti studi conosciamo bene la loro storia, chissà se un giorno potremo far luce anche sulla storia della donna seppellita a Beolco con il suo bambino in braccio, accumunati ai fratelli Aldo e Grauso da “una sola morte”. Quali vicende l’hanno portata a quella triste fine? La guerra? La fame? La malattia?
La sua storia si perde nell’oblio dei secoli. La corsa al progresso e alla modernità, con la connessione ultraveloce, hanno riportato lei e il suo bambino sotto il cielo stellato a ricordare a noi olgiatesi l’inestimabile ricchezza del territorio in cui viviamo, con la millenaria storia di Beolco, dei suoi guerrieri e delle sue dame.

 

5 foto Sfoglia la gallery
Necrologie