Convegno

Giornata dell’economia del Pd lombardo, parla Fragomeli: sviluppo territoriale e manodopera straniera

Nel primo trimestre 2026 il 36,7% delle nuove attivazioni contrattuali ha interessato lavoratori stranieri. Milano guida la distribuzione territoriale, ma il fenomeno interessa tutte le province lombarde

Giornata dell’economia del Pd lombardo, parla Fragomeli: sviluppo territoriale e manodopera straniera
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Temi di grande rilevanza quelli affrontati nel corso della terza giornata dell’economia, organizzata dal Pd e svoltasi a Palazzo Pirelli a Milano, nel pomeriggio di sabato. Tra gli interventi anche quello di Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale lecchese, nonché vicesegretario regionale del partito e responsabile Economia del Pd lombardo, che si è soffermato sul ruolo delle città metropolitane e dei capoluoghi e sull’importanza della manodopera straniera per il sistema economico lombardo.

Giornata dell’Economia, confronto su città, sviluppo e manodopera straniera

Fragomeli ha così esordito: «Questo incontro vede due momenti di approfondimento importanti. Il primo panel è centrato sulle città metropolitane, in particolare i capoluoghi di regione perché è da Regione Lombardia, dal presidente Fontana e dall’assessore allo Sviluppo economico Guidesi, che ha preso le mosse l’idea di zone di innovazione e sviluppo, le cosiddette Zis, o di altre proposte simili che però hanno visto mancare un tassello fondamentale, cioè quello delle città capoluogo. Quindi, si sono portati avanti dialoghi e confronti per un’economia territoriale che non tiene conto delle città. E questo per noi è un grande limite».

«Il secondo panel è un tema politico: siamo un po’ stanchi che il centrodestra utilizzi i binomi stranieri-delinquenza e stranieri-devianza e riconduca la popolazione straniera presente in Italia solo a questo. Per noi, al contrario, è importante rilanciare il tema della manodopera straniera come risorsa a livello lombardo. E questo perché la presenza della manodopera straniera è ormai una componente strutturale del nostro mondo del lavoro», ha aggiunto l’esponente dem, presentando alcuni dati a sostegno della propria analisi.

Presenti i sindaci delle grandi città del nord Italia, Beppe Sala, Matteo Lepore, Stefano Lo Russo, Giacomo Possamai, che hanno dialogato con l’ex sindaco di Brescia Emilio Del Bono, ora vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, parlamentari come la segretaria regionale Silvia Roggiani, Antonio Misiani, Vinicio Peluffo e Cristina Tajani, l’eurodeputata Irene Tinagli, la segretaria generale della Cgil Lombardia Valentina Cappelletti.

All’incontro sono intervenuti inoltre il segretario del Pd metropolitano Alessandro Capelli, il capogruppo del Pd in Regione Pierfrancesco Majorino, l’ex ministro e segretario del Pd Pierluigi Bersani e l’economista Tito Boeri.

Il consigliere regionale lecchese: «La manodopera straniera è una risorsa per la Lombardia»

«Dagli accessi agli atti chiesti all’assessorato regionale al Lavoro, risulta che nel primo trimestre 2026 le attivazioni di nuovi contratti e gli avviamenti di lavoratori stranieri coprano il 36,7% complessivo, quindi un numero molto significativo. La distribuzione territoriale ci dice che Milano che la fa da padrona, ma questo è un trend storico e consolidato, così come sta diventando sempre più importante negli altri territori. Stiamo parlando di flussi che riguardano solo i lavoratori dipendenti, manca una grossa fetta sui lavoratori autonomi. Anche rispetto al saldo occupazionale, cioè quante nuove professioni si attivano a livello lombardo e quante cessano nei diversi anni, il ruolo degli stranieri è molto significativo: nel 2026 il saldo è superiore di 6 volte rispetto al dato degli italiani. Naturalmente dobbiamo tener conto del fatto che il tema dei pensionamenti, e quindi dell’uscita dal lavoro, è molto più forte nella popolazione lavorativa italiana rispetto a quella straniera, tendenzialmente più giovane. Ma emerge chiaramente quanto il contributo per la crescita occupazionale anche in Lombardia sia decisivo da parte dei lavoratori extra Ue», ha aggiunto Fragomeli.

«Dove lavorano? Come sappiamo, nel commercio, nella logistica, nei pubblici servizi, nelle costruzioni e nei servizi alle imprese, settori che insieme rappresentano il 65%. Quindi è chiaro quanto in quei settori la manodopera straniera in Lombardia sia particolarmente importante. In sintesi, un saldo molto robusto della forza lavoro straniera, una presenza diffusa, il dato milanese significativo come ormai in tutte le province lombarde e in tutti i settori economici: come Partito democratico la questione va affrontata attentamente», ha concluso l’esponente Pd.