Non si sono fatte attendere le reazioni all’audizione di oggi, mercoledì 26 febbraio 2026, da parte della commissione sul tema del futuro ponte San Michele, la cui data di realizzazione è stata spostata a non prima del 2034. La prima è di Massimo Cocchi, assessore forzista a Calusco d’Adda e consigliere provinciale a Bergamo.
Ponte San Michele, il commento di Cocchi

“Adesso che anche questo problema è stato superato, qualcuno ne troverà altri per dire di no al nuovo ponte?” si chiede Cocchi provocatoriamente, riferendosi sicuramente alla levata di scudi dei Comuni del Meratese. Sono diversi gli aspetti positivi rilevati da Cocchi, presente quest’oggi in audizione in Regione: la soluzione progettuale definitiva non è ancora stata scelta e quindi ci sono margini di miglioramento; gli enti territoriali coinvolti dovranno esprimere i pareri di competenza e quindi ci sarà ancora margine pe proporre quegli aggiustamenti necessari alla tutela di abitazioni, viabilità e attività esistenti.
L’aspetto negativo è sicuramente lo slittamento della data, ma quello era ormai atteso da tempo.
Questo il commento integrale di Massimo Cocchi.
Anche oggi è emerso che tutti vogliono il ponte, ma da un’altra parte.
Qualunque soluzione venga scelta, non accontenterà le istanze di tutti.
Due sono gli aspetti positivi dell’audizione di oggi:
⁃ Benché sia ormai certo e definitivo che il ponte verrà realizzato in stretto affiancamento a San Michele, la soluzione progettuale definitiva non è ancora stata scelta e quindi ci sono margini di miglioramento.
⁃ Nella fase successiva al PFTE gli enti territoriali coinvolti dovranno esprimere i pareri di competenza e quindi ci sarà ancora margine per proporre quegli aggiustamenti necessari alla tutela di abitazioni, viabilità e attività esistenti.
E poi c’è anche un aspetto negativo, anzi molto negativo: il programma è stato aggiornato, entro il mese di aprile si prevede l’indizione del concorso di idee internazionale per la progettazione, il prossimo anno per la produzione della progetto di fattibilità e successivamente indizione di una gara di esecuzione lavori e progettazione integrata. Tra esecuzione e procedimenti amministrativi, l’apertura del nuovo ponte è prevista per il 2034, 4 anni dopo la scadenza dell’attuale.Infine, RFI ha confermato che non è nelle previsioni di trasformare l’attuale linea di collegamento dedicato alle persone, in via per il trasporto merci: un aspetto certamente positivo per un inserimento meno importante nel territorio.
Adesso che anche questo problema è stato superato, qualcuno ne troverà altri per dire di no al nuovo ponte?Dobbiamo dirlo chiaramente: se il ponte attuale non resterà aperto fino alla messa in esercizio del nuovo, diventerà quasi inutile realizzare quello nuovo, in quanto in 4 anni sarà distrutto tutto il tessuto sociale, di attività economiche, famiglie e imprese rendendo di fatto inutile un nuovo collegamento.
Massimo Cocchi, assessore a Calusco d’Adda e consigliere provinciale