Il caso

Falce e martello col patrocinio del Comune, Fratelli d’Italia solleva la polemica

Il simbolo pubblicato sulle locandine patrocinate dal Comune di Casatenovo e da Brianza Valley hanno provocato le forti critiche di Zamperini e Cantù

Falce e martello col patrocinio del Comune, Fratelli d’Italia solleva la polemica
Aggiungi Prima Merate alle tue fonti preferite

Falce e martello sulla locandina di un evento sull’esperienza comunista in paese col patrocinio del Comune di Casatenovo e di Brianza Valley. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini e il presidente del Circolo Alberto Cantù sollevano la polemica.

“Un conto è studiare la storia, un altro è rivendicare un’ideologia attraverso simboli che richiamano regimi responsabili di repressioni, persecuzioni e milioni di morti. La falce ed il martello non sono simboli neutrali: riportano ad un totalitarismo ed a una pagina tragica della storia mondiale, europea, e lombarda” ha affermato l’esponente lecchese di Fratelli d’Italia al Pirellone.

Falce e martello con loghi istituzionali, è polemica

A scatenare la polemica nelle scorse ore è stato il consigliere regionale di Fdi Giacomo Zamperini, che ha commentato con sdegno il patrocinio fornito dal Comune – ma anche dal “consorzio” Brianza Valley a cui hanno aderito anche Amministrazioni comunali vicine al suo partito – all’evento previsto per sabato 24 ottobre dal titolo “Una piccola storia del Novecento in Brianza. L’esperienza comunista a Casatenovo 1945-1991”.

Zamperini

“Che gli organizzatori scelgano di esporre la falce ed il martello anziché il simbolo del Partito Comunista Italiano è una responsabilità che va contro anche alle originarie intenzioni di uno spazio di studio accademico. Il Comune, scegliendo di patrocinare l’iniziativa, offende la memoria delle vittime del comunismo. Questa è una scelta di cui il Sindaco e la Giunta di Casatenovo devono rendere conto, insieme agli organizzatori della serata, prendendo pubblicamente le distanze dal terrorismo degli anni di piombo. Se questo non fosse già avvenuto, sarebbe arrivato il momento di farlo senza ambiguità. La memoria storica va affrontata con metodo scientifico e spirito critico, senza celebrazioni ideologiche e senza dimenticare il sangue versato e l’odio seminato anche in Lombardia”, ha commentato Zamperini.

“Nessuno mette in discussione la libertà di un’associazione di organizzare un incontro, né l’interesse storico per le vicende del PCI locale, che sono parte della storia del nostro Paese – ha poi aggiunto Alberto Cantù, presidente del circolo Fdi di Casatenovo – La questione è un’altra: il patrocinio non è un atto neutro, ma un riconoscimento con cui l’istituzione, a nome di tutta la cittadinanza, avalla un’iniziativa che sembra avere, da come presentata, più un taglio commemorativo che storiografico”.