Esondazioni Rio Gambaione, Azione Lecco: “I problemi non si risolvono con l’elusione”. Riceviamo e pubblichiamo l’intervento a firma di Rosaura Fumagalli, esponente di Azione Lecco ed ex sindaca di Cassago Brianza, in merito al tavolo tecnico dei giorni scorsi tra Regione Lombardia e alcuni comuni del territorio interessati dall’attraversamento del torrente Rio Gambaione riguardo le problematiche delle esondazioni.
Miniera Rio Gambaione, Azione Lecco: “I problemi non si risolvono con l’elusione”
Di seguito il testo integrale:
“I fatti: nei giorni scorsi si è tenuto un tavolo tecnico tra Regione Lombardia e alcuni comuni del nostro territorio interessati dall’attraversamento del torrente Rio Gambaione riguardo le problematiche delle esondazioni. Non senza disappunto apprendiamo che a quel tavolo non era presente il comune di Cassago Brianza.
L’ultimo, grave evento causato dal dissesto idrogeologico risale al Settembre scorso, quando solo grazie al preventivo intervento dei Vigili del Fuoco si è scampato un deragliamento proprio in corrispondenza della stazione Cassago-Nibionno-Bulciago della linea ferroviaria S7 che ha ceduto sotto l’impetuosità delle acque.
E non si è trattato di un episodio isolato: anche le aziende cassaghesi site nel polo industriale Rio Gambaione hanno più volte subito allagamenti che hanno provocato danni alle loro attività, con ripercussioni economiche concrete e preoccupazioni crescenti per la sicurezza e la continuità produttiva.
Tuttavia, l’Amministrazione ha ritenuto che Cassago “non rientrerebbe tra i paesi coinvolti dalla problematica” (così si legge sulla stampa), dimostrando, a nostro avviso, una miopia che non può essere sottaciuta. Se è vero che per il comune di Cassago la roggia in questione può rappresentare solo un confine, ciò non significa che il suo intero ecosistema e, di conseguenza, le sue problematiche, non lo riguardino.
Tanto più che il territorio comunale è già “segnato” dalla profonda ferita dell’ex cava, il cui ripristino ambientale sembra ancora lungi dall’attuazione. Proprio su questo tema Azione punta l’attenzione già da diverso tempo, sollecitando gli amministratori a fornire le risposte a cittadini ed imprese che chiedono salvaguardia dell’ambiente e sicurezza.
Lo ha fatto senza clamore, rispettando la criticità e la complessità del caso, rinunciando ad attacchi frontali, che pur sarebbero stati giustificati, ma con la semplice richiesta di un incontro pubblico, non concessa.
Ma ora la misura è colma: non è possibile sentire che si disertano i tavoli, che ci sono “problemi che non riguardano”. Le soluzioni per le sempre più frequenti e dannose inondazioni dei torrenti sono sui tavoli da tempo, ma evidentemente la politica dell’elusione e del procrastinare è un esercizio più semplice di quella del confronto e della responsabilità”.