Sorveglianza e cancello automatizzato al Butto, per evitare ritrovi e festini dopo il tramonto.
E’ questa la novità con cui si apre il 2026 a Cascina Butto, dopo che gli ultimi mesi del 2025 sono stati caratterizzati da festini non autorizzati nell’area verde accanto alla sede del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, con tanto di accensione di fuochi e lanci di botti e petardi, più volte segnalati dai residenti della zona.
Al Butto di Montevecchia arriva la sorveglianza
«Come avevo annunciato, ci siamo attivati per evitare che questi episodi possano ripetersi», ha spiegato il presidente del Parco Giovanni Zardoni, annunciando due novità. In primis, l’affidamento delle attività di controllo ad un’agenzia di sorveglianza: «Siamo partiti prima di Natale e la fase sperimentale proseguirà per alcuni mesi. La sorveglianza è attiva tutte le sere, con l’obiettivo di evitare che la gente si ritrovi nell’area verde del Butto dopo il tramonto, come previsto da regolamento». La situazione, come già spiegato da Zardoni qualche settimana fa al Giornale di Merate, è infatti precipitata di recente, non solo per i ritrovi non autorizzati ma anche per l’abbandono di rifiuti, che poi ogni mattina venivano raccolti dal personale in forze agli Uffici del Parco, che dovrebbe però dedicarsi ad altre attività.
Con il cancello automatico l’area verrà interdetta dal tramonto all’alba
Proprio per questo, è già stato attivato l’iter per l’automatizzazione del cancello che porta alla sede del Parco, unico accesso che rimarrà fruibile per entrare nell’area verde. «Il passaggio pedonale attualmente esistente, quello che parte dal parcheggio, verrà chiuso definitivamente e così per poter accedere all’area si dovrà per forza passare dal cancello di Cascina Butto, che si aprirà automaticamente all’alba e si chiuderà al tramonto – annuncia il presidente – Verrà inoltre implementata la cartellonistica che spiega orari e modalità di accesso».
Giro di vite anche per i motociclisti indisciplinati
Il giro di vite per chi non rispetta il Parco, aggiunge Zardoni, si estende anche a chi si ostina a percorrere i sentieri della Valle del Curone a bordo di due ruote e moto da cross. «Il fenomeno è particolarmente diffuso in Valle Santa Croce e lungo la panoramica che porta a Sirtori – sottolinea il presidente – Il problema è che spesso questi motociclisti, sapendo di trasgredire, usano moto senza targa o la coprono, quindi sono difficilmente multabili. Nei giorni scorsi, comunque, uno di loro è stato fotografato e sanzionato. Anche su questo tema c’è attenzione, ma i maleducati sono davvero tanti».