Il personaggio

Don Marco Rapelli, il sacerdote che cerca il sacro nelle canzoni dei grandi cantautori

Appuntamento al 24 ottobre al Cenacolo Francescano di Lecco il concerto dedicato ad Angelo Branduardi

Don Marco Rapelli, il sacerdote che cerca il sacro nelle canzoni dei grandi cantautori
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di Andrea Gianviti

C’è chi predica da un pulpito e chi, qualche volta, sceglie di farlo da un palco. Ma per don Marco Rapelli, vicario della comunità pastorale di Casatenovo fino a pochi anni fa, le due dimensioni non sono mai state in contrapposizione. “Sono un prete che ogni tanto fa il cantante e non un cantante che ogni tanto fa il prete”, tiene a precisare subito. Una differenza sostanziale per il sacerdote della Comunità pastorale Madonna alla Rovinata di Lecco, che comprende i quartieri lecchesi di Germanedo, Belledo e Caleotto e che da oltre vent’anni affianca al ministero una grande passione per la musica.

Don Marco Rapelli, il sacerdote cantante

Una passione che il prossimo 24 ottobre 2026, alle 21, lo porterà sul palco del Teatro Cenacolo Francescano di Lecco con il gruppo “Tracce sulla neve” per un concerto dedicato alle canzoni di Angelo Branduardi. L’appuntamento, a ingresso libero, è stato organizzato nell’ambito delle iniziative per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e proporrà i brani dell’album che il cantautore dedicò al Santo insieme ad altre composizioni del suo repertorio. Il nome della band nasce proprio da una canzone di Branduardi. “Abbiamo preso in prestito quella frase perché il nostro obiettivo è cercare tracce di sacro nelle sue splendide canzoni”.

Un percorso che va ben oltre l’esecuzione musicale. Durante la serata i brani saranno accompagnati da riflessioni e collegamenti che consentiranno al pubblico di seguire un vero e proprio itinerario spirituale. “Non mi interessa fare una canzone dopo l’altra. Cerco sempre di costruire un percorso, una meditazione che unisca i vari brani”.

La musica per indagare l’essere umano

Sul palco, insieme a lui, ci saranno tastiera, basso, chitarra e violino. Per il sacerdote la musica rappresenta da sempre uno strumento per avvicinare le persone a domande profonde. “Molti vedono questa cosa come strana, ma secondo me appartiene pienamente alla missione della Chiesa. Si tratta di andare alla ricerca di ciò che c’è di buono in ogni uomo e in ogni donna”.

Un’operazione che, sottolinea, deve sempre rispettare i significati originari delle canzoni. La musica accompagna don Marco Rapelli fin dall’infanzia. Negli anni ha incontrato persone disposte a condividere con lui un progetto originale: utilizzare il linguaggio dei grandi cantautori italiani come occasione di riflessione e approfondimento. “Non mi interessa il successo. Voglio offrire alle comunità che mi invitano un cammino attraverso la musica”.

L’ispirazione ai grandi cantautori italiani

Un percorso iniziato nel 2005 con la nascita di “Equipaggio Sperimentale”, formazione tributo a Franco Battiato che vede al suo interno anche lo storico tastierista del cantautore siciliano. Un’avventura che ha portato il gruppo in tutta Italia e anche all’estero. “Lo ascolto da quando ero alle medie. Quando abbiamo dato vita alla band è stato come realizzare un sogno”. Accanto a questo progetto è nata nel 2016 anche “La Banda dell’Ortica”, dedicata alle canzoni di Enzo Jannacci. Un repertorio completamente diverso, che consente di affrontare temi sociali e dare voce agli ultimi e agli emarginati raccontati dal cantautore milanese. Infine, dal 2019, “Tracce sulla neve”, il gruppo che sarà protagonista del concerto lecchese dedicato a Branduardi.

Tre esperienze differenti, ma unite da un filo conduttore preciso: usare la musica come occasione di incontro e riflessione. Nel corso degli anni il desiderio di avvicinare i giovani attraverso le canzoni non è mai venuto meno, anche se il sacerdote riconosce come oggi i gusti musicali siano molto cambiati. Don Marco Rapelli continua a tenere insieme le sue due passioni senza confonderle. Perché il palco non sostituisce il ministero, ma può diventare uno strumento diverso per annunciare un messaggio e accompagnare le persone in un percorso di ricerca e riflessione.