Il caso

Dare del cialtrone al sindaco può costare molto caro

E' successo a Brivio: il primo cittadino Federico Airoldi ha segnalato il post Facebook ai Carabinieri di Merate

Dare del cialtrone al sindaco può costare molto caro
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Un cestino strabordante a Beverate e una parola di troppo su Facebook. E’ bastato questo per far saltare il dialogo tra cittadini e istituzioni a Brivio, trasformando una lamentela virtuale in una querela. Tutto inizia sul gruppo social «Sei di Brivio se…», dove un residente pubblica le foto di rifiuti e degrado. I toni si alzano rapidamente fino all’insulto: il cittadino definisce la Giunta «una banda di cialtroni», allegando la definizione da vocabolario del termine, associata a «superficialità, trascuratezza e menefreghismo».

La replica del sindaco Federico Airoldi arriva con una querela ai Carabinieri di Merate. Un atto formale motivato dalla necessità di tutelare la dignità personale e familiare.

Dà del cialtrone al sindaco e viene querelato

«Chi ha scritto queste affermazioni ha calpestato la dignità non solo degli amministratori comunali, ma anche quella delle loro famiglie e dei loro figli – ha scritto Airoldi sui social – E del Comune di Brivio come istituzione. Mio figlio non ha un padre cialtrone, ovvero una persona priva di serietà, inaffidabile, e scorretta nei rapporti personali o lavorativi, oppure che agisce con superficialità, trascuratezza morale o menefreghismo. E quindi, in tutta serenità, ho affidato questo caso alle cure della Giustizia».

Dietro consiglio dei legali, il sindaco ha scelto di non aggiungere altro. E ha annunciato di aver tagliato i ponti con la piazza virtuale: «Non guardo più i post, ho dedicato troppo tempo a questa storia».

L’autore dello sfogo ha descritto l’offesa come una «sbroccata» deliberata per attirare l’attenzione dopo due lustri di lamentele inascoltate. Pur dichiarandosi pronto a «cospargersi il capo di cenere» per i toni usati, ha rivendicato orgogliosamente il ruolo di «rompiscatole verace» contro il presunto immobilismo dell’Amministrazione.

Mentre la giustizia fisserà il confine tra diffamazione e libertà d’espressione, il tema rifiuti resta un nervo scoperto a Brivio.

Le proteste per l’abbandono dell’immondizia sono frequenti, trovando sponda anche nell’opposizione consiliare che da tempo denuncia la mancanza di progressi ambientali. Un’insofferenza che non risparmia i discussi lavori al ponte, anch’essi bersaglio di continue lamentele online. Dal Comune però rassicurano: i cantieri procedono in linea con i 15 mesi previsti.