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Cisano, ecco qual è la casa sequestrata alla malavita e destinata ai profughi ucraini

Si trova in  via Francesco Nullo, ma rispetto a quanto erroneamente riportato sul Giornale di Merate in edicola questa settimana non si tratta della palazzina di proprietà di Mario Bonacina.

Cisano, ecco qual è la casa sequestrata alla malavita e destinata ai profughi ucraini
Attualità Valle San Martino, 06 Aprile 2022 ore 17:57

A Cisano Bergamasco un appartamento sequestrato alla malavita è stato destinato nei giorni scorsi all'accoglienza dei profughi ucraini.

L'immobile si trova in  via Francesco Nullo, ma rispetto a quanto erroneamente riportato sul Giornale di Merate in edicola questa settimana non si tratta della palazzina di proprietà di Mario Bonacina, ma di un appartamento che si trova allo stesso numero civico ma nell'edificio retrostante.

Edificio che inoltre, a differenza di quanto pubblicato sul Giornale, non è stato costruito con il denaro della malavita (dell'errore, commesso involontariamente, ci scusiamo con il signor Bonacina e con i nostri lettori).

Immobile destinato all'accoglienza dei profughi

La decisione di destinare all'accoglienza dei profughi ucraini un appartamento che in passato aveva ospitato persone legate alla malavita è stata presa dalla Giunta comunale, che ha approvato all’unanimità l’accettazione del trasferimento al patrimonio indisponibile del Comune di Cisano Bergamasco dei beni immobili assegnati con decreto del direttore dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc).

«La casa è stata affidata al Comune dal Ministero dell’Interno e dal Ministero della Giustizia circa un anno fa, ma l’appartamento si trovava in stato di abbandono e necessitava di importanti lavori prima di essere assegnata - ha commentato il sindaco Andrea Previtali - Grazie al prezioso aiuto dei volontari siamo riusciti a sistemarla e renderla disponibile per i cittadini in situazioni di grave emergenza».

Il sindaco ha ringraziato in modo particolare il Mato Grosso di Pontida che ha contribuito all’arredo dell’appartamento.

 

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