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Chiusura del Ponte di Brivio, Quadri (Ppn): “Infrastrutture al collasso, è emergenza viabilità tra Bergamo e Lecco”

"Una decisione insostenibile per un territorio che produce e non riceve nulla in cambio. Si parla solo del Ponte di Messina e qui non si riesce a collegare le due Province tra le più produttive dell’intera Italia" la denuncia di Quadri

Chiusura del Ponte di Brivio, Quadri (Ppn): “Infrastrutture al collasso, è emergenza viabilità tra Bergamo e Lecco”

Chiusura del Ponte di Brivio, Quadri (Ppn): “Infrastrutture al collasso, è emergenza viabilità tra Bergamo e Lecco”. Alberto Quadri, Responsabile del Partito Popolare del Nord per la provincia di Bergamo è intervenuto in merito alla chiusura programmata del Ponte di Brivio, prevista per aprile 2026, per 15 mesi, denunciando quella che secondo lui è una vera e propria emergenza.

Chiusura del Ponte di Brivio, Quadri (Ppn): “Infrastrutture al collasso, è emergenza viabilità tra Bergamo e Lecco”

“La chiusura totale per lavori (prevista da aprile 2026 per circa 15 mesi  ma sappiamo che potrebbero esserci imprevisti che allungherebbero i tempi) riverserà il traffico sul Ponte Cesare Cantù, sulla ex ss 639, e sul passaggio già precario di Paderno, dove è già in programma la futura chiusura definitiva del ponte senza una data certa per la costruzione del nuovo viadotto che collegherebbe le due provincie in riva all’Adda – le parole di Quadri – Si rischia davvero di devastare la viabilità locale  e danneggiare le attività economiche già messe a dura prova in questa zona del paese”.

Secondo il partito, la mancanza di una data certa per il nuovo viadotto di Paderno e la gestione approssimativa dei flussi di traffico rappresentano un rischio concreto di devastazione della viabilità locale. Il Partito Popolare del Nord, movimento fondato da Roberto Castelli per porsi come argine a difesa dei territori settentrionali e dei loro interessi legittimi, interviene quindi con fermezza sulla critica situazione della viabilità locale.

“La gestione delle infrastrutture sta raggiungendo un punto di rottura – chiosa Quadri – che minaccia direttamente la qualità della vita delle famiglie e la tenuta economica del tessuto produttivo bergamasco. È inaccettabile che il Nord, motore economico indiscutibile del Paese, sia costretto a operare in condizioni infrastrutturali precarie e prive di una programmazione seria. Il contrasto tra la ricchezza prodotta e la povertà dei collegamenti è un’ingiustizia non più tollerabile. Le famiglie del territorio si trovano ad affrontare un disagio quotidiano insostenibile, prigioniere di cantieri infiniti. Il nostro movimento, fedele alla missione di Roberto Castelli, esige rispetto per i cittadini e per le
imprese che, con il loro lavoro, sostengono l’intero sistema nazionale ma si vedono private del diritto fondamentale a una mobilità efficiente e sicura”.