Il ristorante Pierino Penati di Viganò chiude dopo quasi 90 anni di storia. L’annuncio è stato dato dalla proprietà nella giornata di ieri, lunedì 2 marzo 2026, parlando di chiusura di un “ciclo naturale” ma volgendo lo sguardo a nuovi progetti.
Chiude il ristorante Pierino Penati
“Dopo oltre ottant’anni di storia, iniziata nel 1940 e divenuta nel tempo un punto di riferimento della cultura gastronomica italiana, la famiglia Penati ha scelto di avviare un processo di evoluzione e riposizionamento strategico del progetto, con l’obiettivo di valorizzarne l’identità e proiettarlo nel futuro” spiegano i titolari della storica attività, pubblicando sui social una foto di Pierino e del figlio Theo Penati seduti a tavola.
“La sede storica – prosegue la nota – conclude oggi il proprio ciclo naturale, lasciando spazio a una riflessione ampia e strutturata sulle prossime traiettorie di sviluppo del marchio. Una decisione ponderata, orientata alla crescita e alla tutela di un patrimonio costruito in generazioni di lavoro, relazioni e qualità. Pierino Penati non è mai stato soltanto un ristorante, ma un luogo di cultura dell’ospitalità, ricerca gastronomica e legame con il territorio. Proprio per preservare questo valore, la proprietà ha deciso di dedicare il tempo necessario alla definizione di un nuovo capitolo, coerente con la propria storia e con le evoluzioni del settore. Rimangono pienamente operative le attività di catering e di consulenza, che continueranno a esprimere lo stile, l’esperienza e la visione che hanno reso il marchio riconosciuto e apprezzato nel panorama nazionale”.
Dopo anni di grande lustro, gli ultimi sono stati particolarmente difficili per uno dei ristoranti più prestigiosi della Brianza casatese: la pandemia e la crisi energetica avevano costretto i titolari a ridurre i giorni e gli orari d’apertura, quindi, nel 2023, la Michelin non aveva confermato la stella conquistata con grande fatica diversi anni prima.
Nel 2o24 era arriva anche la messa in vendita all’asta dei muri del ristorante di Viganò, che lo chef Theo Penati aveva provato a leggere come “occasione per rilanciarci”. Così non è stato, pur mantenendo le attività di catering e di consulenza.