Disabilità

Casa dei ragazzi, si avvicina il convegno per “curare le parole”

L’evento avrà inizio alle ore 15.30 presso la Sala Polivalente dell’Oratorio di San Zeno a Olgiate Molgora e sarà moderato dalla professoressa Elena Zanfroni, professoressa ordinaria all'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Casa dei ragazzi, si avvicina il convegno per “curare le parole”
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«Prima c’era inserimento, poi integrazione, poi inclusione. In tutte c’è l’idea di mettere una persona con disabilità dentro un contenitore già esistente. Io invece parlo di partecipazione, dove io e gli altri siamo parte di un tutto. Pensiamo alle parole».

Partendo da questa provocazione di Claudio Imprudente, presidente onorario del Centro Documentazione Handicap di Bologna, pubblicata sul mensile Vita, l’equipe multidisciplinare di Casa dei Ragazzi Iama ha scelto di interrogarsi sulle parole che raccontano la disabilità che ogni giorno operatori e operatrici, comprese le persone che lavorano da più tempo all’interno dell’ente e che, nel corso degli anni, hanno attraversato e accompagnato profondi cambiamenti sociali, culturali e anche linguistici, incontrano nelle persone di cui si prendono cura.

Casa dei ragazzi, verso il convegno per “curare le parole”

Casa dei Ragazzi, infatti, è stata fondata nel 1973, periodo in cui era comune e accettato definire i bambini e le persone con disabilità o con qualche disturbo dell’apprendimento «mongoloidi» o «handicappati». Come si è evoluto il linguaggio, quali sono le parole che non vogliamo più sentire quando trattiamo la disabilità? La riflessione avverrà durante il convegno «Curare le parole. Linguaggi, relazioni e identità oltre la disabilità», che si terrà venerdì 23 ottobre, sarà un’occasione di riflessione aperta a tutto il territorio, dal mondo della scuola a quello della assistenza all’associazionismo organizzato, alle famiglie e alle istituzioni.

L’evento avrà inizio alle ore 15.30 presso la Sala Polivalente dell’Oratorio di San Zeno, in piazza Zenone 14, e sarà moderato dalla professoressa Elena Zanfroni, professoressa ordinaria all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

«Le parole non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono anche a definirla e, in qualche modo, a costruire l’identità delle persone di cui parliamo. Per questo abbiamo scelto di fermarci a riflettere sul valore e sulla responsabilità del linguaggio che utilizziamo ogni giorno: quali parole scegliamo quando parliamo delle persone che accompagniamo e di cui ci prendiamo cura? Quanto il nostro modo di raccontarle restituisce davvero chi sono, la loro storia, i loro desideri e le loro capacità? – spiega Marta Mozzanica, responsabile Area Sociale e Formazione Casa dei Ragazzi Ima – È da queste domande che nasce il desiderio di interrogarci su quale cura abbiamo per le parole, quando parliamo con gli utenti dei servizi diurni o con i 72 ospiti delle due Residenze per persone con disabilità che vivono i nostri spazi ogni giorno».

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