Che emozione!

Alè Antonio, alè Beniamino: Rossi e Bonomi riscrivono una pagina di sport con la fiamma olimpica tra le mani

Due tedofori straordinari hanno solcato quest'oggi le acque della Darsena di Milano, facendo tornare la pelle d'oca a migliaia di appassionati

Alè Antonio, alè Beniamino: Rossi e Bonomi riscrivono una pagina di sport con la fiamma olimpica tra le mani

“116, 118. Alè Antonio che sei il più forte del mondo, Alè Beniamino ancora andiamo, andiamo a vincere, andiamo a vincere ancora…”. E chi se la dimentica la telecronaca di “Bisteccone” Galeazzi che commentò l’incredibile oro nel K2 alle Olimpiadi di Sydney 2000 del lecchese Antonio Rossi e di Beniamino Bonomi. Eppure oggi, venerdì 6 febbraio 2026, nel giorno dell’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali, a Milano è (ri)esploso un lampo di gloria e storia.

Sulle acque  della Darsena, il sacro fuoco olimpico ha illuminato volti, cuori e sogni, mentre due leggende della canoa italiana, Rossi  (domenica sul palco a Lecco in occasione dell’arrivo in città della torcia a cinque cerchi) e Bonomi, per l’appunto, tornavano a scrivere insieme una pagina indelebile dello sport.

Ogni remata un battito d’ali, ogni incrocio delle torce un segno che univa passato e futuro, giovani e campioni, sogni e realtà. Quel tratto di acqua, quel ponte, quegli istanti sono diventati teatro di un’epica che resterà scolpita nella memoria: la fiamma olimpica non era solo luce, era emozione pura, era storia che prende vita davanti agli occhi di chi aveva il privilegio di assistere.

Antonio Rossi e “Bebo” Bonomi tedofori: l’epico passaggio della Fiamma Olimpica in canoa a Milano

In occasione del Viaggio della Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali di Milano-Cortina, la storica coppia della canoa azzurra, Antonio Rossi e “Bebo” Bonomi, ha ricordato al mondo i loro trionfi: l’oro nel K2 1000 metri a Sydney 2000 e l’argento ad Atene 2004, simboli indelebili dello sport italiano.

Antonio Rossi e "Bebo" Bonomi tedofori: l’epico passaggio della Fiamma Olimpica in canoa a Milano

Nell’ultima tappa del percorso del sacro fuoco, il Presidente della Federazione Italiana Canoa Kayak, Antonio Rossi, è stato tedoforo d’eccezione, percorrendo in canoa un tratto della Darsena fino al ponte Alexander Langer, dove si è compiuto il “kiss” con la torcia di Beniamino Bonomi, che navigava in senso opposto. Oltre cento giovani canoisti, a bordo di canoe, kayak, dragon boat e sup, hanno accompagnato il momento finale della staffetta olimpica, prima che il sacro fuoco raggiungesse il tripode olimpico all’Arco della Pace.

Il Presidente Rossi ha voluto accanto a sé le società lombarde per simboleggiare il legame profondo tra la canoa e lo spirito olimpico. Numerosi club hanno risposto con entusiasmo, coordinati dal presidente del “Comitato Sport per Tutti” della FICK, Ezio Caldognetto: Navigliosport, Canottieri San Cristoforo, Società Canottieri Milano, Idroscalo Club, LNI Sestri Levante, Società Canottieri Lecco, Marinai d’Italia, CUS Milano, Canottieri Adda 1891, Polisportiva Trezzano e Centro Ricreativo Canoistico Lodigiano.

“Per me è stato davvero un onore essere tedoforo ai Giochi di Milano-Cortina ed ho voluto fortemente condividere questo momento con i ragazzi delle nostre società affinché potessero respirare i veri valori dei cinque cerchi –  ha dichiarato il Presidente Rossi – Uno dei momenti più belli della mia carriera da atleta è stato fare il portabandiera alle Olimpiadi di Pechino e oggi, allo stesso modo, sento l’onore di rappresentare il mondo della canoa nei Giochi che ospitiamo in casa, nell’evento sportivo più importante che sono certo abbia reso lustro al nostro Paese”.

La mitica telecronaca di Galeazzi