Lutto

Addio a Vincenzo Paolo Zecca, ex professore stroncato a soli 36 anni

Aveva insegnato al Bertacchi e al Grassi a Lecco

Addio a Vincenzo Paolo Zecca, ex professore stroncato a soli 36 anni

Aveva solo 36 anni Vincenzo Paolo Zecca, e la sua vita si è interrotta nella notte tra il 22 e il 23 aprile 2026, stroncata da un malore improvviso e fulminante. Una notizia che ha lasciato sgomenti colleghi di Lecco, studenti e tutti coloro che lo avevano incontrato anche solo per un breve tratto di strada.

Addio a Vincenzo Paolo Zecca, ex professore a Lecco stroncato a soli 36 anni

I ragazzi, la musica e la sua famiglia erano le sue ragioni di vita, i punti fermi attorno ai quali aveva costruito il suo percorso umano e professionale. E proprio la musica, che lo aveva accompagnato sin da giovanissimo, è stata anche il linguaggio con cui aveva scelto di entrare nella vita degli altri, soprattutto dei più giovani, lasciando un segno profondo e difficile da cancellare.

Originario della Puglia, Vincenzo Paolo Zecca lavorava attualmente a Suzzara, ma tra il 2019 e il 2021 aveva insegnato anche a Lecco, dove aveva conquistato la stima e l’affetto della comunità scolastica. Nel capoluogo lecchese era stato docente di Musica all’IIS “G. Bertacchi” e successivamente insegnante di flauto traverso al Liceo Scientifico “G. B. Grassi”. In quegli anni aveva intrecciato relazioni professionali e umane significative, tra cui quella con Raimondo Antonazzo, ex dirigente scolastico del Bertacchi, con cui aveva condiviso progetti educativi e percorsi di crescita per gli studenti.

Chi lo ha conosciuto lo descrive con parole che si ripetono come un’eco dolorosa: dolcezza, gentilezza, disponibilità, passione. Un insegnante capace di andare oltre la semplice lezione, di ascoltare, di incoraggiare, di far nascere curiosità e amore per la musica anche nei ragazzi più insicuri.

“Era un insegnante di musica e flautista, una bellissima persona, un ragazzo dolcissimo e carinissimo, quindi molto benvoluto” ricordano commossi gli ex colleghi lecchesi, ancora increduli di fronte alla notizia. “C’è un dolore profondo perché è sempre stato, ed è tuttora nei nostri ricordi, un ragazzo d’oro, molto conosciuto e amato nel nostro territorio”.

La sua scomparsa ha lasciato un silenzio pesante nei corridoi delle scuole in cui ha insegnato, tra gli studenti che lo ricordano come una guida paziente e appassionata, e tra i colleghi che ne apprezzavano la sensibilità rara. Un vuoto che non riguarda solo la scuola, ma una comunità intera, colpita dalla perdita improvvisa di un uomo che aveva fatto della musica e dell’umanità la sua missione quotidiana.

Resta il ricordo di una vita intensa, interrotta troppo presto, e di una voce che continuerà a risuonare nei gesti, nelle lezioni e nei silenzi di chi lo ha conosciuto davvero.