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Domenica di fuoco per il Soccorso alpino: l’invito alla prudenza

Un intervento nel Lecchese e altri due nel Comasco

Domenica di fuoco per il Soccorso alpino: l’invito alla prudenza

Domenica di fuoco quella di ieri, 28 dicembre 2025, per il Soccorso alpino: tre infatti gli interventi per la Stazione Triangolo Lariano. Il primo a Valmadrera, ai Corni di Canzo, in mattinata, per una uomo che ha accusato un malore; nel corso della giornata il Cnsas è intervenuto altre due volte nel Comasco. Alla luce degli interventi di questi giorni, il Soccorso alpino coglie l’occasione per richiamare alla prudenza.

Malore sui Corni di Canzo: escursionista elisoccorso. Altri due interventi nel Comasco

Per quanto riguarda il primo intervento ai Corni di Canzo, un escursionista di 61 anni è stato colto da un malore improvviso. L’allerta ai soccorsi è scattata intorno alle 11.20. L’uomo è stato raggiunto, valutato, messo in sicurezza e portato all’ospedale Manzoni di Lecco dall’elisoccorso di Como di AREU – Agenzia regionale emergenza urgenza. All’uomo è stato assegnato il codice giallo (media gravità).

In serata a Caglio, in provincia di Como, un’altra attivazione da parte di SOREU delle Alpi per una persona che aveva perso l’orientamento mentre stava scendendo dal Monte Palanzone verso la Colma di Sormano. Sul posto l’elisoccorso di Como. La persona è stata rintracciata e riportata a valle.

Poco dopo, un altro allertamento a Lezzeno, sempre nel Comasco, per quattro persone in difficoltà sul sentiero nei pressi del rifugio Martina, zona San Primo, scendendo verso gli impianti. Gli escursionisti sono stati localizzati, raggiunti e valutati, anche loro fortunatamente illesi. Impegnati in totale otto tecnici del CNSAS – Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico.

L’appello alla prudenza

I tecnici del Cnsas hanno richiamato gli escursionisti alle buone prassi da seguire quando si va in montagna, soprattutto in questo periodo invernale. “Siamo all’inizio dell’inverno e le ore di luce sono ancora molto ridotte – sottolineano – Nel tardo pomeriggio diventa buio presto, quindi programmate molto bene i tempi per il rientro. Utile anche portare sempre con sé una pila, anche frontale; avvisate sempre qualcuno del percorso che intendete fare e quali sono i tempi previsti per il ritorno”.

In questo periodo dell’anno sono anche necessari ulteriori accorgimenti, per poter affrontare la montagna in modo sicuro: “Inoltre – proseguono infatti dal Cnsas – i sentieri spesso sono ancora innevati e quindi richiedono competenze specifiche per muoversi in sicurezza in montagna d’inverno. A questo si aggiunge che con l’arrivo del buio c’è un forte sbalzo termico: per questo è importante anche avere abbigliamento adatto a contrastare il calo di temperatura e anche cibi o bevande caldi, per non rischiare l’ipotermia”.

Insomma, se d’inverno la montagna può regalare paesaggi davvero magici e mozzafiato, è giusto ricordarsi di affrontarla sempre in modo preparato, perché una gita fuori porta non rischi di trasformarsi in una brutta disavventura, mettendo in pericolo non solo se stessi, ma anche i soccorritori.