Durante il Consiglio comunale di giovedì scorso è stato approvato all’unanimità l’iter per l’estensione dei confini dei due parchi regionali del Curone e della Valle del Lambro nel territorio di Casatenovo. Un provvedimento davvero importante, che punta a blindare le aree verdi dall’avanzata del cemento, trasformando proprio Casatenovo nel punto di raccordo tra i due enti.
Casatenovo avrà due parchi: aumentano le aree protette
L’atto passato in Assise anche con i voti della minoranza prevede l’inclusione di 151 ettari all’interno del Parco della Valle Lambro, nella porzione sud-ovest del paese (area Molgorana occidentale) e, parallelamente, un’estensione di 213 ettari verso il Parco di Montevecchia, inglobando la porzione del Plis dei Colli Briantei situata nella Valle Nava.
L’aspetto più strategico si concretizzerà in via Madonnina a Rogoredo: è lì che i confini dei due enti si toccheranno direttamente, creando una cerniera ecologica tra la Brianza collinare e quella pianeggiante.
«Si tratta di un momento storico, un traguardo che non è piovuto dall’alto ma nasce da chi vive e cammina ogni giorno sui nostri sentieri – ha commentato entusiasta il vicesindaco Lorenzo Citterio, che ha coordinato in prima persona il progetto – Questo era un obiettivo del precedente mandato e ora la pianificazione si compie. Non è la fine di un viaggio, ma l’inizio di uno nuovo per salvaguardare ambiente e cittadini. Noi amministratori abbiamo il preciso dovere di proteggere il territorio dal cemento con ogni mezzo disponibile».
La soddisfazione da parte dei vertici
Anche i vertici dei due enti regionali coinvolti hanno accolto la svolta con favore. Marco Ciceri, presidente del Parco Valle Lambro, presente in aula giovedì, ha ammesso un iniziale timore, poi superato grazie al confronto:
«All’inizio l’istanza di Casatenovo ci aveva un po’ spaventati, temevamo di perdere un Comune associato. Si trattava però di un’idea sbagliata. Grazie alla sinergia tra i due parchi vicini abbiamo espresso un piano che innalza i livelli di tutela: essere sotto l’egida di un ente regionale non significa subire vincoli stringenti, ma partecipare a progetti nazionali ed europei per ottenere finanziamenti. Casatenovo dimostra lungimiranza e si prepara al futuro superando il vecchio modello dei Plis».
Sulla stessa linea d’onda si è espresso Giovanni Zardoni, presidente del Parco del Curone, inizialmente scettico ma poi convinto dalla bontà di questo percorso. «I polmoni verdi sono i cuori pulsanti dei nostri Comuni, anche se troppo spesso ce ne dimentichiamo. Il Covid ci ha ricordato quanto sia fondamentale salvaguardarli. Siamo felici di accogliere questa comunità: la gestione di un parco regionale offre le migliori garanzie per il presidio e per una cooperazione volta al bene collettivo. Inizia ora un percorso burocratico impegnativo, ma porterà un grande benessere a tutti».
La soddisfazione del sindaco Galbiati
Il sindaco Filippo Galbiati ha impresso un’accelerazione politica alla pratica, sottolineando anche in aula che «la Brianza deve tutelare la propria bellezza dall’impatto di opere come la Pedemontana, puntando sul recupero dell’edilizia dismessa anziché consumare suolo vergine». Il dibattito ha unito maggioranza e opposizione nei ringraziamenti al mondo associativo locale, in particolare a Sentieri e Cascine, rappresentata in sala consiliare dal presidente Francesco Biffi, da anni in prima linea per la cura dei percorsi brianzoli.
Il Consiglio comunale approva all’unanimità l’atto di indirizzo per l’ampliamento delle aree protette: 364 ettari interessati da un percorso costruito negli anni grazie all’impegno di cittadini, associazioni e volontari.
L’approvazione di Alleanza Verdi Sinistra
Alleanza Verdi e Sinistra Lecco esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio comunale di Casatenovo che, giovedì 29 Ottobre 2026, ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo relativo alla proposta di aggregazione del Comune al Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone e di ampliamento del perimetro del Parco regionale della Valle del Lambro, ai sensi della DGR 7356/2017.
Si tratta di un passaggio importante per la tutela ambientale e la valorizzazione del territorio. La delibera avvia infatti l’iter amministrativo che porterà all’inserimento di 213 ettari nel Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone e di ulteriori 151 ettari nel Parco regionale della Valle del Lambro, che si aggiungeranno alle aree comunali già comprese nel sistema dei parchi regionali.
«Accogliamo con grande soddisfazione questa decisione, che rappresenta un risultato concreto per la tutela del territorio e del patrimonio ambientale. È anche il riconoscimento di un percorso che nasce dalla partecipazione dei cittadini, dall’impegno delle associazioni e dalla sensibilità di amministratori che hanno creduto nell’importanza di proteggere il nostro patrimonio naturale. Dimostra che, quando le comunità si mobilitano e le istituzioni raccolgono queste istanze, è possibile ottenere risultati importanti».
Un risultato che viene da lontano
Questo risultato non nasce oggi. Le sue radici affondano in oltre quindici anni di mobilitazioni, iniziative e battaglie ambientaliste che hanno visto protagonisti cittadini di tutte le età, con un ruolo importante delle giovani generazioni.
Una delle prime grandi mobilitazioni risale al 2009, quando l’autorizzazione alla ricerca di idrocarburi da parte della società australiana PO Valley, nell’area del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, suscitò una forte opposizione da parte della popolazione. Proteste, presidi, incontri pubblici e iniziative della società civile, affiancati dall’azione delle istituzioni, contribuirono a contrastare il progetto.
Quell’esperienza rafforzò una consapevolezza fondamentale: il territorio è un bene comune e la sua tutela richiede partecipazione, conoscenza e impegno collettivo.
Un primo importante passo arrivò nel 2014, con l’ingresso di una parte del territorio comunale, nella zona della Valle della Nava al confine con Missaglia, nel PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) dei Colli Briantei. Un percorso che oggi trova una nuova prospettiva: quelle aree potranno entrare nel Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, garantendo continuità con le zone protette già presenti nel vicino Comune di Missaglia.
Parallelamente, l’ampliamento del Parco regionale della Valle del Lambro interesserà un’altra porzione del territorio comunale, rafforzando la tutela dell’area della Valle del Pegorino, già compresa nel Parco, un percorso che nel tempo porterà i due parchi a congiungersi, creando un’unica grande area protetta.
Il ruolo di associazioni e volontari
Dietro questo risultato c’è il lavoro costante di tante persone e realtà associative, tra cui il Gruppo Valle Nava, Sentieri e Cascine e l’Associazione dei Colli Briantei.
Negli anni queste associazioni hanno promosso iniziative rivolte a scuole, famiglie e cittadini: passeggiate alla scoperta del paesaggio e delle origini delle colline brianzole, attività di educazione ambientale, concorsi fotografici, serate dedicate alla conoscenza della fauna locale, come la notte dei pipistrelli, delle lucciole e delle civette, oltre a progetti di mappatura della flora e della fauna.
Accanto alle attività di divulgazione non sono mancate le battaglie per la difesa del territorio: manifestazioni, raccolte firme, iniziative per la salvaguardia dei sentieri e mobilitazioni contro le trasformazioni che avrebbero compromesso aree naturali di pregio, compreso il passaggio della Pedemontana.
I volontari sono stati presenti anche nei boschi, per informare direttamente i cittadini sui cambiamenti previsti e sulle conseguenze che avrebbero avuto per quei luoghi. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale per costruire consapevolezza e sensibilità ambientale.
Il percorso di attenzione al territorio ha riguardato anche le scelte urbanistiche, con la riduzione delle aree edificabili e la promozione del recupero delle aree dismesse, nella direzione di un maggiore contenimento del consumo di suolo.
«Questa esperienza dimostra che la difesa del suolo, la tutela della biodiversità e la salvaguardia degli spazi verdi devono essere una priorità nelle scelte urbanistiche e amministrative. Ampliare le aree protette significa investire nella qualità della vita, nella tutela del paesaggio e nel futuro delle prossime generazioni. È una strada che va sostenuta e rafforzata, perché la cura del territorio è una responsabilità che riguarda tutti». Per Alleanza Verdi e Sinistra Lecco, l’approvazione unanime del Consiglio comunale di Casatenovo rappresenta dunque non soltanto un importante traguardo amministrativo, ma anche il riconoscimento di un percorso collettivo costruito negli anni da cittadini, associazioni, volontari e istituzioni.