Convegno

Casa dei Ragazzi, un successo l’incontro “Curare le Parole”

A Olgiate Molgora una giornata dedicata a comunicazione e inclusione, con un messaggio al centro della riflessione: "Imparare ad ascoltare anche quando mancano le parole"

Casa dei Ragazzi, un successo l’incontro “Curare le Parole”
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Grande successo per l’incontro dedicato a linguaggi, relazioni e identità oltre la disabilità dal titolo “Curare le Parole” a cura di Casa dei Ragazzi Iama, così come per la mostra di Giancarlo Carli, detto il Lombardino. A regalare momenti di intensa emozione anche la performance teatrale del Centro Socio Educativo.

Le iniziative si sono tenute nella giornata di venerdì 23 ottobre presso la Sala Polivalente dell’oratorio di San Zeno di Olgiate Molgora.

“Curare le Parole” perché il linguaggio possa contribuire a costruire la realtà

Il tema della cura delle parole è stato approfondito nel corso dell’incontro attraverso diverse prospettive, da quella pedagogica ed educativa a quella clinica e comunicativa. Un conferenza che aveva al centro una domanda ben precisa: “Quale ruolo hanno le parole, le relazioni e le pratiche quotidiane nel costruire le opportunità di vita delle persone con disabilità?”.

Il convegnoi, promosso da Casa dei Ragazzi, ha voluto rispondere a questo importante quesito e nel farlo è emersa una consapevolezza: le parole non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a costruirla. Possono aprire possibilità, alimentare aspettative e valorizzare le capacità, oppure diventare barriere che limitano desideri e aspirazioni.

Tra gli interventi, quello della professoressa Silvia Maggiolini, del CeDisMa, che si è concentrata su due parole cardine: inclusione e partecipazione, sottolineando l’importanza di andare oltre una concezione dell’inclusione intesa come semplice inserimento della persona in una realtà già strutturata, per promuovere invece contesti in cui ciascuno possa contribuire attivamente alla vita della comunità.

Il ruolo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) nelle Residenze Sanitarie Assistenziali è stato invece approfondito dalla psicologa Mara Colnago e le logopediste Irene Redondi e Sara Pagani, di Casa dei Ragazzi IAMA, che hanno ribadito il diritto di ogni persona a esprimere preferenze, desideri e dissenso.

Marta Mozzanica, Responsabile Area Sociale e Formazione di Casa dei Ragazzi IAMA, si è soffermata invece sul valore della documentazione educativa e clinica, intesa come strumento per raccontare la storia, le relazioni e le aspirazioni di ciascuno, oltre i bisogni assistenziali.

Il convegno si è concluso con l’intervento di Sara de Carli, giornalista del mensile Vita, che ha posto l’accento sulla responsabilità che il linguaggio ha nei media e nella società, invitando a superare espressioni stereotipate anche quando si è mossi da buone intenzioni.

L’incontro è stato moderato dalla professoressa Elena Zanfroni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Una performance emozionante tra arte e teatro

Un pomeriggio segnato da due momenti significativi nei quali le persone con disabilità hanno avuto un ruolo attivo non solo nei percorsi di cura, ma anche nella vita culturale e sociale della comunità.

Giancarlo Carli, detto Lombardino, ospite delle RSD di Casa dei Ragazzi IAMA, ha presentato al pubblico le sue opere, manifestando il desiderio di esporre alcune di queste nella sala consiliare del Comune.

Tra i momenti più significativi c’è “La linea dei miei occhi”, proposta da Sarah Leveraro insieme alle educatrici e alle persone del Centro Socio Educativo, una performance che ha saputo emozionare veramente. Al centro della rappresentazione un messaggio importante: “La mancanza di parole non coincide con la mancanza di pensieri o emozioni”.
Per entrare davvero in relazione con l’altro occorre rallentare, cambiare prospettiva e mettersi in ascolto dell’altro anche quando non c’è comunicazione verbale.
Un evento come questo a cui hanno partecipato familiari, professionisti e le istituzioni fa rendere conto quanto sia importante creare occasioni di confronto dove i vari soggetti possano interagire e confrontarsi.
Con “Curare le Parole”, Casa dei Ragazzi IAMA ha creato la perfetta occasione per mostrare al suo pubblico il valore che ha la comunicazione e le relazioni e che l’inclusione si attua tramite gesti concreti, percorsi individuali e la possibilità, per ciascuno, di esprimere sé stesso e realizzare le proprie aspirazioni.