L’intervento

Fake news e paura tra gli studenti: i Giovani Democratici si esprimono su questa allarmante situazione

Molti studenti ieri si sono rinchiusi in casa per paura di subire violenze

Fake news e paura tra gli studenti: i Giovani Democratici si esprimono su questa allarmante situazione
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Fake news e paura tra gli studenti per l’allarme “maranza” della giornata di ieri: riceviamo e pubblichiamo l’intervento dei Giovani Democratici dopo la giornata di ieri, martedì 20 ottobre 2026, che verrà ricordata per una Lecco blindata per una presunta manifestazione violenta mai andata in scena.

Giovani Democratici: “Così si vuole zittire una generazione”

Come Giovani Democratici in queste ore abbiamo visto e stiamo vedendo un allarmante incremento della preoccupazione degli studenti, soprattutto delle scuole superiori e delle Università.
Anche i giovani della Provincia di Lecco hanno ricevuto o visto in queste ore messaggi e video intimidatori, rivelatisi fake news, che annunciavano l’arrivo di bande di “maranza” e assicuravano l’imminenza di efferate violenze contro ragazze e ragazzi e assalti alle strutture scolastiche.
Molti, profondamente spaventati da tali minacce, si sono sentiti costretti a rinchiudersi in casa, perdendo così le lezioni. Altri, invece, hanno deciso di recarsi comunque a scuola o in Università, seppur terrorizzati dall’idea di subire violenze fuori dagli Istituti o nel tragitto sui mezzi pubblici.
Mentre ricordiamo a tutte e tutti di non credere indiscriminatamente a quanto viene pubblicato online, invitando a verificare sempre la fondatezza di ogni materiale prima di condividerlo, non possiamo derubricare le paure degli studenti a semplice “faciloneria” o incapacità nel selezionare le informazioni.
Vogliamo ascoltare le paure degli studenti e vogliamo che la società si interroghi su questo episodio. In quale clima stanno crescendo i nostri ragazzi e le nostre ragazze? I messaggi d’odio non viaggiano solo online. Sono comparsi anche fuori dalle scuole della nostra Provincia, scritti sui muri e per terra, a lungo letti dagli studenti e delle studentesse ogni volta che hanno varcato gli ingressi degli Istituti scolastici.
Bersagliare gli studenti con messaggi discriminatori e brutali da un lato mira a impaurire i giovani, per silenziarli, per evitare che si esprimano con la propria voce e che “diano fastidio”; dall’altro lato, cerca di coinvolgerli nella propagazione dell’odio e della violenza.
Convincere i nostri giovani che andare a scuola è pericoloso o inutile, seminare il panico tra gli adolescenti o incitarli alla devastazione è un modo per tenerli lontani dalle scuole e dalle Università, luoghi dove possono maturare e formarsi anche come cittadini, all’insegna dei valori di libertà, giustizia e solidarietà che sono scritti nella nostra Costituzione.
La domanda sorge quindi spontanea: cui prodest? Chi trae vantaggio da questa situazione?
Il pomeriggio di oggi ha offerto una prima, eloquente risposta. In un centro città deserto e spettrale, svuotato proprio da quella paura, dei tanto annunciati “maranza” non si è vista traccia: gli unici a presentarsi sono stati un manipolo di estremisti, venuti a raccogliere i frutti del clima di terrore costruito ad arte nelle ultime ore.
Chi sperava di zittire i giovani, però, ha sbagliato i conti. In questi giorni decine di migliaia di studentesse e studenti sono scesi in piazza in modo pacifico e responsabile, e a loro va tutta la nostra vicinanza. Comprendiamo e condividiamo il disagio che li ha spinti a mobilitarsi: è la voce di una generazione che vede il proprio futuro eroso da precarietà, tagli all’istruzione e scelte politiche che non la considerano, e che pretende, giustamente, di essere ascoltata anziché messa a tacere. Li invitiamo a continuare a manifestare per le proprie idee, come garantisce la nostra Costituzione: noi saremo con loro, perché nessuna intimidazione deve riuscire a togliere loro la voce. La Scuola e l’Università sono presìdi fondamentali di democrazia e come Giovani Democratici saremo sempre al fianco degli studenti che desiderano frequentarli con serenità e far sentire liberamente la propria voce, perché è sui banchi delle aule, e quando serve nelle piazze, che si sta scrivendo il presente e il futuro della nostra società.