«Ma i giovani, esattamente, dove dovrebbero andare?». Alla domanda rivolta al territorio dalle realtà giovanili meratesi con una lettera aperta diffusa una settimana fa, una risposta arriva dal Comune di Merate.
L’Area Cazzaniga si appresta ad essere il polo dei giovani
A darla è Michele Magrin, consigliere con delega alla Partecipazione giovanile. Il luogo su cui puntare, per l’Amministrazione meratese, è l’Area Cazzaniga, uno spazio centrale vicino alla biblioteca dove si vogliono concentrare studio, attività e momenti di ritrovo per ragazzi e ragazze.
E ai giovani Magrin chiede di partecipare, non solo di frequentarlo ma di contribuire a decidere cosa dovrà diventare. L’appello, per il consigliere, dimostra che molti giovani «non sono spettatori passivi, ma sanno riconoscere i propri bisogni e chiedere alle istituzioni ascolto e risposte concrete». «Ho letto con grande piacere la lettera collettiva – ha spiegato Magrin – ed è positivo innanzitutto che siano stati gli stessi ragazzi e ragazze del territorio a prendere parola».
Un luogo aperto a tutti
Magrin ricorda che il Comune si è posto la questione già nel 2024. «Quali alternative reali offriamo ai ragazzi? – si chiede – Dove possono incontrarsi gratuitamente, senza essere necessariamente clienti di un’attività commerciale o partecipanti a un’attività organizzata?». L’obiettivo è cambiare il modo di fare politiche giovanili. «La sfida che ci siamo dati è provare a trasformare le politiche giovanili da una successione di iniziative e progetti temporanei in politiche pubbliche strutturali – ha osservato il consigliere – costruite con i giovani e non soltanto per i giovani».
Per lui, entrato in Consiglio a 22 anni, significa «non limitarsi a parlare dei giovani, ma creare le condizioni perché possano essere rappresentati, partecipare alle decisioni e assumersi responsabilità in prima persona».
«L’Area Cazzaniga nasce da qui – ha detto – Non come un progetto calato dall’alto, ma come il risultato di un percorso che ha raccolto bisogni, disponibilità e proposte». Il Comune ha investito oltre 50mila euro per riqualificare e arredare i locali, con un’aula studio da 48 posti e una seconda sala per attività e incontri. Da gennaio a luglio sono passati corsi di skate e hip hop, cinema, ciclofficina e teatro, e da metà settembre c’è un polo educativo per le medie. La scelta di questo luogo non è casuale, spiega, perché l’area era sottoutilizzata. «Abbiamo pensato potesse diventare simbolicamente e concretamente un luogo dal quale ripartire», ha detto, e punta a farne «un polo delle politiche giovanili del territorio». «L’Area Cazzaniga non vuole essere soltanto un’aula studio – ha precisato – L’ambizione è che diventi progressivamente un laboratorio permanente delle politiche giovanili, capace di incontrare ragazze e ragazzi con età, interessi e necessità differenti, un luogo nel quale sperimentare, ascoltare, correggere ciò che non funziona e costruire nuove opportunità insieme». «Non abbiamo la pretesa di avere già tutte le risposte – ha aggiunto – crediamo però che il compito delle istituzioni sia iniziare a costruirle, facendo in modo che anche i giovani possano riconoscere il Comune come un interlocutore al quale rivolgersi e con il quale progettare». «Se vogliamo che i giovani siano parte delle nostre comunità – ha concluso – dobbiamo creare le condizioni perché possano davvero viverle, attraversarle e contribuire a costruirle».
Quanto all’aula studio, lunedì 19 ottobre riapre in forma ordinaria dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 20 e la domenica dalle 15 alle 20. Nei mesi di prova, da maggio a luglio, i volontari civici iscritti sono stati oltre trenta, molti giovani. «Un’aula studio non è la risposta a tutte le istanze sollevate dalla lettera – ha ricordato Magrin – E’ una risposta rivolta a una parte dei bisogni dei giovani, e soprattutto un punto di partenza». Chi vuole dare una mano può scaricare il modulo dal sito del Comune.